Martedì 9 Febbraio 2010
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Le relazioni pericolose

Anche un Di Pietro nel calderone delle intercettazioni ma qualcosa non torna

23 Dicembre 2008

Chi ha avvertito il figlio di Antonio Di Pietro, Cristiano, già consigliere dell’Italia dei Valori Campobasso, di non parlare mai più al telefono con Mario Mautone, ex uomo di Tonino al Ministero delle infrastrutture nel ruolo chiave di provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise, quando nessuno poteva ancora sapere quello che bolliva in pentola a Napoli nelle inchieste sull’imprenditore Alfredo Romeo?

La domanda sorge spontanea oggi confrontando le cronache dei quattro maggiori quotidiani nazionali: “la Repubblica”, “Il Corriere della sera”, “La stampa” e “Il giornale”.

Su una cosa tutti sono d’accordo: il grande moralizzatore della politica italiana sta finendo nel tritacarne napoletano. Pare che il suo ex uomo di fiducia, allontanato in tempi molto sospetti, cioè nel luglio 2007, dall’incarico succitato nel ministero da lui presieduto, quello delle infrastrutture, lo volesse addirittura ricattare per via di quei favori che il figlio chiedeva e otteneva ai bei tempi.

Ma questa è la versione da difesa di ufficio del quotidiano debenedettiano. Se invece si legge la cronaca de “il giornale” si scopre che nell’informativa Dia che tutti citano come fonte c’è scritto ben altro.

Ad esempio questo passaggio: “In particolare sono state acquisite una serie di intercettazioni nel corso delle quali Cristiano Di Pietro chiede al provveditore Mautone alcuni interventi “di cortesia” quali: affidare incarichi a persone a lui segnalate anche al di fuori di ambiti di competenza istituzionale (Bologna); affidare incarichi ad architetti da lui indicati e sollecitati anche da Nello Di Nardo (all'epoca segretario di Di Pietro al ministero, già candidato Idv e già sottosegretario al Viminale nel D'Alema bis, ndr), come da conversazione 6335, 20/6/07 tra Di Nardo e Mautone al quale comunica che con lui si trovano “due architetti amici di Cristiano ai quali non bisogna far prendere collera”; interessi di Cristiano Di Pietro in alcuni appalti e su alcuni fornitori”.

E che succede in effetti? Lo descrive sempre la stessa informativa: “..naturalmente le richieste di Cristiano Di Pietro vengono immediatamente esaudite da Mautone, che ne comunica a Cristiano l'esito riservandosi di consegnare a lui materialmente il decreto di nomina (“... c'ho dato un incarico! Poi non l'ho dato ancora a lei! Lo passerò sempre a te e poi ce lo farai avere tu!”)”.

Fin qui le relazioni pericolose, in parte già note tra Di Pietro junior e Mario Mautone, ex provveditore alle opere pubbliche per Campania e Molise nel ministero delle infrastrutture di Tonino.

Poi però scattano i primi campanelli di allarme: a fine luglio del 2007 quando nessuno sapeva niente dell’inchiesta su Romeo avvengono due episodi che la Dia definisce inquietanti: Di Pietro junior si rifiuta di rispondere al telefono alle chiamate di Mautone e lo stesso viene trasferito a Roma per ordine di Di Pietro padre. Perché? Chi soffia a chi? E cosa?

Osserva la divisione investigativa antimafia che “l’improvviso silenzio di Cristiano di Pietro è un episodio inquietante”. Addirittura lui tronca a metà una conversazione in data 27 luglio 2007 e da allora si rifiuta di rispondere al telefonino quando chiama Mautone.

Di Pietro padre, citato nel medesimo rapporto della Dia, “chiede di parlare di persona con il senatore Idv Nello Formisano”, e poi “fa una riunione politica dove chiede ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio perché troppo esposto”.

Una conferma che qualcosa di strano è accaduto viene dal cugino (omonimo) del senatore Idv Nello Formisano che dice questo al telefono: “Ha ricevuto un input e si è messo a posto”. Poi gli eventi precipitano. Il 31 luglio Mautone finalmente parla con il giovane Di Pietro. Commenta l’estensore del rapporto Dia che Mautone “.. scopre che “ha paura di parlare al telefono” e si domanda cosa stia succedendo”. L’1 agosto il senatore Formisano dice al cugino che “lo ha chiamato Antonio che gli ha espresso desiderio di parlare due minuti “da soli” con il senatore Formisano”. E un collaboratore di Mautone gli dice di aver saputo da due esponenti “della segreteria regionale del ministro che Di Pietro avrebbe detto che il figlio Cristiano sta sbagliando e si sarebbe troppo esposto”.

Mautone vistosi scaricato da Di Pietro padre e trasferito ad altra sede del ministero a Roma, da quella molto più importante di provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise, il tutto senza un perché, parla allora a sua volta al telefono con la moglie. Che gli suggerisce di “tentare la carta del ricatto del figlio” perché “il potere che tieni qua a Napoli a Roma non lo puoi tenere”. Non si sa se questo ricatto abbia mai avuto luogo , le carte per ora non lo dicono. “Repubblica” la butta in caciara per coprire le evidenti fughe di notizie da ambienti giudiziari napoletani a favore del figlio di Di Pietro.

Certo a l’uomo che quando va in tv da Santoro parla sempre della “moglie di Cesare” che deve essere esente da sospetti per non compromettere il marito funzionario pubblico, si potrebbe facilmente obiettare, maramaldeggiando, che “anche il figlio di Cesare dovrebbe esser esente da sospetti”.

E che qualcuno dovrà prima o poi spiegare chi avvertì Cristiano di non parlare più con Mautone che nel frattempo era sotto intercettazione telefonica.

Forse “Anno zero” dedicherà la prossima puntata a risolvere questo mistero?

 

 

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Commenti
Anita
23/12/08 11:44
L'ho già scritto in tempi
L'ho già scritto in tempi non sospetti: il ciclo della vita è una successione di vallate e montagne, l'essenziale è non superare mai il crinale, mai esporsi in controluce. Perché lì ti vedono e diventi un buon bersaglio. Di Pietro, troppo pieno di sé, non ha resistito e si è esposto, adesso rischia di ruzzolare giù sull'altro versante.. Io sono seduta sul bordo del fiume e aspetto.
tacitus
23/12/08 12:42
Che tipo sia ADP è noto a
Che tipo sia ADP è noto a tutti, ora sarebbe di capitale importanza scoprire chi, dalla procura, gli abbia graziosamente fornito la dritta.
Gennaro
23/12/08 13:20
A. D. P.
Ancora Dubbi? Poverini! Mi aggiungo alla lista di chi s'é fermato sull'orlo del baratro ad aspettare che... TOH! GUARDA CHI STA PASSANDO!
Daniela
23/12/08 14:53
Io sto godendo...se non
Io sto godendo...se non altro perchè Di Pietro è stato bravo a spazzare via Craxi per poi prenderne il suo posto! Chi ha avvertito Di Pietro?? Ma qualcuno, forse, non si è accorto che oggi in Italia comandano i giudici?? Con le loro sentenze fanno addirittura delle leggi che riguardano la vita e la morte delle persone! A questo siamo arrivati|! Lunga vita a Berlusconi!
Segreto Salvino
23/12/08 15:43
Di piu', io e mia
Di piu', io e mia moglie,voteremo Di Pietro alle prossime elezioni e, faremo votare anche a mio figlio. Questi attacchi dei giornali, servi dei poteri forti, significano che sta colpendo nel segno
Frank Cimini
23/12/08 15:47
di pietro
Si potrebbe commentare "Niente di nuovo sotto il sole". Nel senso che io non mi meraviglio, anzi. Lo conosco bene l'Eroe, il grande moralizzatore e inquisitore, con a disposizione la securitate del quarto piano del palazzo di porta vittoria, l'unico imputato difeso da un comunicato ufficiale dell'Anm. Al di là delle responsabilità penali, tutte da dimostrare, dalle intercettazioni partenopee emerge un costume, una mentalità, un modo di fare a cui non è estraneo nessuno, a cominciare da chi si sciacqua la bocca chiedendo e ottenendo voti nel nome della battaglia per la legalità. Gli avvenimenti delle ultime ore dicono ancora una volta che bisognerebbe riscrivere la favola di Mani pulite. Il compito toccherebbe alla politica. Il condizionale è d'obbligo semplicemente perchè la politica non ne è capace, dal 1992 è succube da un lato degli imprenditori, dall'altro dei magistrati. Il terreno è fertilissimo per uno "zanzone" come l'Eroe che ha dato fin qui mille spiegazioni e allo stesso tempo nessuna sul perchè si dimise prima dal mitico pool e poi dalla magistratura. Mille spiegazioni anche sulle parole dette al telefono da Chicchi Pacini Battaglia: "Di Pietro e Lucibello mi hanno sbancato". Parole che gli ineffabili giudici bresciani considerarono "millanterie". I sondaggi adesso danno l'Eroe con l'Idv sopra il 10 per cento. Che dire? Sono sempre più contento di essere stato il primo giornalista al quale l'Eroe e il pool fecero causa. Era l'aprile del 1993. Il 90 e passa per cento degli italiani era convinto che Tonino fosse Gesù Cristo.
vanni
23/12/08 16:50
Dipietro bis
Ho una perplessità, e mi piacerebbe sapere l'opinione dell'ottimo Cimini su Dipietro: semplificando un po' le cose, per evidenziarle, ma Dipietro è burattinaio o burattino?
Asia
23/12/08 16:57
Era prevedibile. Visto che
Era prevedibile. Visto che lo scoop fasullo della cosiddetta "guerra tra procure" non ha sortito i risultati sperati, hanno giocato la "carta Di Pietro" per buttar fango addosso a quella fetta di magistratura che continua a fare il suo lavoro onesto. Mal gliene incolse: Tonino, lodando il lavoro dei magistrati e lo strumento delle intercettazioni, ha reso ridicoli i giornalisti di regime che stanno preparando titoloni per domani. Ce ne fossero 10, 100, 1000 come lui, in questo verminaio in cui gli indagati indagano gli indagatori (De Magistris) e li allontanano perchè sono troppo bravi nello scoperchiare le pentole. Vergogna!
Teofilo
23/12/08 19:26
Von Peter
Lavorava in Germania. Divenne misteriosamente avvocato e giudice. Poi politico al servizio dei Valori. Quali ? Dice di voler andare il 26 davanti a Palazzo Chigi per dare delle scarpe al Berlusca, visto che esse sembrano essere simbolo di bugie nel mondo islamico. Tutto torna a fagiolo: perché non ci porta anche la scatola delle scarpe,si quella famosa dei cento milioni di lire dati non si sa bene a chi e per cosa ? o invece si sa e naturalmente il nostro Von Peter non c'entra nulla.
giovanni
23/12/08 21:47
Ma che c'azzecca?
Allego un mio commento appena inviato nel blog del GRANDE MORALIZZATORE nel suo post dal titolo "MAGISTRATI AVANTI TUTTA": lascio a voi ogni commento!! MAGISTRATI AVANTI TUTTA! CERTO,ANCHE PERCHE' SE STANNO DALLA STESSA PARTE DEL LEADER DEL PARTITO DEI GIUDICI E' UN PO' DIFFICILE CHE ANDRANNO FINO IN FONDO ALLA VICENDA! LA STRANA CARRIERA IN POLIZIA E IN POLITICA DEL FIGLIO(RACCOMANDATO)dell'On DI PIETRO: h ttp://ww w.ragionpolitica. it/testo.7472.tutto_suo_padre.html Vediamo se SANTORO e TRAVAGLIO avranno il coraggio di fare una puntata sui fatti GRAVISSIMI in cui è coinvolto il FILIO di DI PIETRO. Sia chiaro lo scandalo di questa vicenda all'ITALIANA non è il fatto che CRISTIANO DI PIETRO,una volta raggiunto il potere mediante raccomandazione,abbia a sua volta raccomandato gli amici degli amici:in fondo anche l'On DI PIETRO aveva raccomandato la figlia ANNA per fare praticantato al giornale del partito. E poi siamo in ITALIA,un paese dove 7 ITALIANI su 10 hanno ottenuto un posto di LAVORO per RACCOMANDAZIONE. Il vero scandalo è che DI PIETRO JUNIOR pare essere venuto a conoscenza(da chi?)di essere intercettato nonostante l'inchiesta su MAUTONE,trasferito poi ad altra sede del ministero a Roma (ma va?), fosse ancora TOP SECRET (rapporto DIA). Provare per credere: h ttp://www.loccidentale.it/articolo/anche+un+di+pietro+finisce+nel+calderone+delle+intercettazioni+ma+qualcosa+non+torna.0063557 Ma la MOGLIE di MASTELLA non fu ARRESTATA per una cosa simile a quella del figlio di DI PIETRO? Eppure CRISTIANO DI PIETRO pare che non sia nemmeno INDAGATO:possiamo dire due pesi e due misure? Diciamolo, diciamolo...
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