Lunedì 22 Dicembre 2014
Effetto amministrative

Il voto punisce ABC (e pure Bossi). Grillini in ascesa

7 Maggio 2012

Nessun vincitore tra i partiti tradizionali. Uno schiaffo in faccia a Pdl e Pd. Exploit dei grillini a Genova e Parma. A Palermo Di Pietro straccia Bersani. Ill Terzo Polo di Casini rischia di diventare il quarto. Gli effetti di un voto dove pesa quel 7% in meno di affluenza (66,9) rispetto alle precedenti elezioni, potrebbero disegnare nuovi scenari e condurre la politica a nuovi equilibri, specie nel campo dei moderati. Nel centrosinistra, Bersani non sta meglio e dovrà decidere quale foto vale, se quella di Vasto o quella di Palazzo Chigi: la prima riprende colore, la seconda esce dalle urne coi toni sbiaditi.

Le molte variabili hanno inciso e non poco in un turno elettorale che seppur dai contrafforti localistici si inquadra in un contesto ben più ampio: quello di un’Europa nella quale il voto in Francia, Grecia, Germania segna uno spartiacque ed è destinato a condizionare le politiche rigoriste di tecnocrati e banchieri. Non c’è dubbio che Pdl e Pd abbiano pagato il prezzo del sostegno al governo Monti e che il centro casiniano continui a non sfondare (anzi, se si esclude Genova, non avanza), ma è nel centrodestra che gli effetti di questo voto si faranno sentire di più. Anzitutto perché Pdl e Lega sono andati alle urne divisi (archiviando l’alleanza) ed entrambi, per il puntiglio di Bossi&C. ci hanno rimesso. Diversamente dal centrosinistra che resta diviso a livello nazionale sulle politiche di Palazzo Chigi ma a livello locale mantiene inalterato lo schema della coalizione di sempre. Anche se i casi Genova, Parma e Palermo registrano lo stallo e dunque tutta la difficoltà dei democrat in questa fase.

E la Lega? Il partito di Bossi arretra nella roccaforte lombarda ma conferma una piazza strategica, non solo per il voto amministrativo ma soprattutto per il destino del movimento: Verona. Tosi vince al primo turno (58,1) consolidando così la corsa di Maroni alla conquista del partito di Bossi. Una vittoria netta che spiana la strada del congresso federale di giugno per l’ex ministro dell’Interno. E al tempo stesso punisce il Pdl perché qui hanno giocato un ruolo le divisioni interne con le quali era arrivato al voto, dopo la sospensione dei 14 dirigenti schierati con la lista di Tosi. Il risultato finale è che Castelletti candidato Pdl-Udc si è fermato sotto la soglia del 10 per cento.

Fase complicata: il fotogramma elettorale certifica la disaffezione dei cittadini rispetto ai partiti tradizionali e l’avanzata dell’antipolitica. Dato peraltro messo in conto sia a Via dell’Umiltà che a Largo del Nazareno ma forse nessuno nei due partiti maggiori, si aspettava numeri di questo genere.

Tre gli elementi di rilievo politico nazionale: l’affermazione dei grillini che si attestano mediamente attorno al 10 per cento e si preparano al ballottaggio a Genova e Parma; l’arretramento del Pdl nelle quattro città più importanti; lo stallo del Pd che regge ma non sfonda e fa i conti con la ‘lezione’ di Palermo e Genova.

Nel capoluogo siciliano si consuma uno psicodramma: Ferrandelli ex Idv e vincitore delle primarie (contro la pd Rita Borsellino) si ferma al 14.9 % (stando alle ultime proiezioni di ieri sera), mentre Leoluca Orlando candidato di Di Pietro che dopo aver partecipato alle primarie del centrosinistra ne ha disconosciuto l’esito mandando in campo l’ex sindaco, vola al 49,2%. Ferrandelli se la vedrà con Costa, candidato di Pdl e Udc che porta a casa un modesto 13.4 %, per la conquista del ballottaggio contro Orlando. Stesso psicodramma nel capoluogo ligure dove Doria (Sel) vincitore delle primarie del centrosinistra dopo aver battuto le candidate democrat Pinotti e Vincenzi (sindaco uscente)  non sfonda al primo turno come in molti si aspettavano e col 48.8% attenderà al ballottaggio i due competitor: Musso (ex Fi ora Terzo Polo) con 14.6 e l’outsider grillino Putti, che porta a casa il 13.6 per cento dei consensi. Grillini al ballottaggio anche a Parma con l’exploit clamoroso di Pizzarotti, il quale con oltre il 16 per cento sfiderà al ballottaggio il candidato del centrosinistra Bernazzoli (38.7).  

Elezioni di “resistenza” le definisce Alfano che registra la sconfitta subita da un Pdl penalizzato dalla mancata alleanza con la Lega e dal sostegno ai tecnici montiani. Con in più uno zoccolo duro di elettorato che non ha mai compreso, né gradito, la caduta del governo Berlusconi e il sostegno a quello di Monti. Per le analisi sul dato complessivo nei 940 comuni al voto bisognerà attendere l’ufficialità dello scrutinio: per ora quello certo è che il Pdl conquista tre comuni al primo turno, il Pd cinque, e in tredici municipi sarà presente al ballottaggio. Ma al di là del bollettino elettorale, bisognerà capire veramente che effetto questo voto provocherà all’interno di un partito che negli ultimi due anni ha subito scissioni e divisioni interne, il passo di lato del leader carismatico e una ripartenza non certo facile tantomeno scontata, eppure ancora troppo lenta e incerta.

Bisognerà capire, in sostanza, se l’esito delle urne spingerà la componente aennina o i forzisti del ’94 a insistere sulla strada del voto anticipato. Nelle dichiarazioni a caldo Maurizio Gasparri è tornato ad evocare l’ipotesi di un voto anticipato se il governo non cambierà passo, mentre solo tre giorni fa la pasionaria Santanchè vagheggiava l’idea di un appoggio esterno a Monti.

E bisognerà capire pure come a questa spinta risponderà l’ala moderata del partito che con Gaetano Quagliariello evidenzia il punto cruciale sul quale – è certo – verterà il dibattito interno nelle prossime ore. Il vicepresidente dei senatori Pdl non si nasconde dietro un dito sull’esito del voto ma osserva: “Non ho alcun dubbio, avendo fatto la campagna elettorale, che nel nostro elettorato c’è avversione a questo esecutivo, oltre alla delusione per il passo indietro di Berlusconi compiuto per senso di responsabilità verso il Paese. E non ho dubbi che se staccassimo la spina a Monti otterremmo un vantaggio immediato in termini di consenso, ma il punto poi è fare il secondo e il terzo passo”. In altre parole, immaginare cosa potrebbe accadere sul versante dei mercati internazionali, dello spread e in generale – aggiunge Quagliariello – “sulla delegittimazione di una parte politica alla quale potrebbe essere attribuita il rischio default del paese”. Occorre una riflessione e il problema per il Pdl è “esprimere una politica che coniughi le nostre idee, i nostri valori, la nostra offerta con il senso di responsabilità che abbiamo nei confronti dell’Italia”. La via, sembra di capire, è una sola: rimettere in piedi un nuovo centrodestra nel quale il Pdl sia l’architrave e i moderati il cemento. Fabrizio Cicchitto rilancia il concetto: “Bisogna ricostruire l’area moderata”. Ma come? Il percorso, non sembra così facile. A meno che l’esito delle urne non convinca Casini a mettere da parte i tatticismi delle ‘bandierine’. Che non ci sia altro tempo da perdere lo dicono le urne dalle quali esce un voto moderato confuso, deluso e a tratti assente.

 

Commenti
Anonimo
07/05/12 21:52
almeno un partito di buffoni socialisti è al capolinea: il pdl
Boh, tutti perdenti? A me pare che il grande perdente sia il PdL. Dopo avere vinto le elezioni reclutando i voti di chi è stanco di uno stato parassitario che pesa sulle spalle della gente, il PDL al governo ha mostrato il peggio: socialismo, tasse e clientelismo. Il tutto si riassume con vomitevoli personaggi come Alemanno. Si sono persino alzate le tasse sui risparmi delle persone, sia sui risparmi finanziari che su quelli immobiliari. Il PdL perdente? Il PdL è morto. Il crollo verticale dei voti di questi ultimi tempi parla chiaro. Nel mezzo dello squallore socialista della politica italiana, l'unico che abbia parole che richiamano principi liberali e antifiscali è proprio Grillo. Finchè Berlusconi funzionava, l'immondezzaio di personaggi socialisti che vanno a braccietto con la spesa pubblica veniva bene o male occultato. Oggi le cose sono chiare. Piuttosto che un PdL schifoso e socialista, sono ben contento che vinca anche la sinistra. Almeno non sarò io ad avere eletto porci di sinistra al governo.
Marco
07/05/12 22:54
Prossimi passi per il centro-dx (niente di meno)
Urca! Sta a vedere che la reale fine della prima repubblica (Casini, Bersani & compagnia) è finalmente arrivata. Sinceramente, mi dispiace per Alfano che si è dovuto sacrificare partecipando al terrificante terzetto, ma avrà senz'altro modo di rifarsi. Lascino perdere Casini che oramai è alla deriva e si dedichino ad un messaggio forte di antistatalismo (com'era nel 94), raccogliendo quanto di meglio la società può offrire (in questo senso, e solo in questo, Grillo ha fatto scuola). A casa la vecchia guardia del partito: grazie ed arrivederci. E perchè no? Cambino quel cavolo di nome con qualcosa di meno bulgaro. E, soprattutto, più voce ad Antonio Martino: la deriva socialista dell'estate e dell'autunno scorsi non la vogliamo più vedere. Azzerino il contributo pubblico ai partiti che se riusciranno a fare qualcosa di convincente ci penseremo noi a finanziarli. E che comincino a mandare chiari segnali alla culona, facendole capire che sono finiti i tempi degli scolaretti masochisti. C'è meno di un anno di tempo ed il lavoro è tantissimo. Ah, dimenticavo: al diavolo tessere, congressi, comitati, consigli dei saggi e minchiate simili. Ricominciate a parlarne e finite subito allo 0%.
Rod
08/05/12 04:47
Sono pienamente d'accordo
Sono pienamente d'accordo con Marco. Se il PdL vuole avere un futuro deve cambiare totalmente la dirigenza,a cominciare da Berlusconi che vende solo fumo. Martino,su queste colonne,ha scritto ottime cose sull'euro,e sulla necessità di cambiare tutta l'impostazione delle UE,che finora ci ha solo fregato. Direi che il PdL deve darsi un programma serio e realistico,altro che il ponte di Messina,solo megalomania. Segnalo un video,per me illuminante,visibile su You Tube: Paolo Barnard-Il più grande crimine. Dopo averlo visto tutto(100 minuti) si può capire cosa ci hanno fatto alcuni politici italiani e quali sono i loro nomi. Se non cambiano i politici italiani,e alla svelta,siamo condannati a fare una fine peggiore di quella della Grecia.E Monti,è stato messo lì proprio per farcela fare.
Anonimo
08/05/12 10:48
Nessun vincitore? E' un po'
Nessun vincitore? E' un po' fuorviante questa espressione. Innanzitutto uno sconfitto netto e chiaro: il PDL. Secondariamente, mi sembra dai dati che il PD abbia tenuto, e non possa essere annoverato sullo stesso piano di PDL o terzo polo in quanto a emorragia di voti.E la Lega, a parte l'exploit veronese e la tenuta sostanziale in Veneto, perde tantissimo nelle altre regioni del Nord (Lombardia su tutte)... insomma, un po' più di onestà nell'analisi non guasterebbe, se no sembra che tutti siano sconfitti e mal comune mezzo gaudio (la felicità dello stolto)...
Patrick Henry
08/05/12 17:09
A che serve il PdL?
Vabbè, una sconfitta può avere un effetto "pedagogico", ma non sono per questo contento: il peggiore esponente del PdL, anche quando è statalista, è meno zapateriano dei suoi avversari. Il problema del PdL mi pare sia stato ben messo a fuoco. L'elettorato di centrodestra è in gran parte antistatalista. Se la dirigenza del PdL sostiene il totalitarismo fiscale di Monti - che lo faccia perché è effettivamente d'accordo con quelle ricette economiche o lo faccia perché non ha la forza di opporsi -, in tutti e due i casi, votarli diventa un po' inutile...
Ulisse
08/05/12 18:09
Eh no...
Scusate, ma a Cassano Magnago...chi ha vinto? A Monza chi ha vinto? A Como chi ha vinto? No, signora Bigozzi, posso capire e comprendere il suo stato d'animo, ma chi è uscito con le ossa rotte da queste amministrative è il PDL del Berlusca. A proposito, ieri c'è stata una testimonianza drammatica, in Tribunale, sul Bunga Bunga...ma qui non se ne parla. Come mai...
10/05/12 22:33
Ha vinto il PDL
Come dice la Santanche' chi ha perso, se si sommano i voti, e' l'UDC, la Lega e il PD. Il PDL ha perlomeno tenuto se non addirittura vinto ..... bravi ... ottimi ,,, fantastici ,,, verso la catastrofe con ottimismo. Siete veramente incredibili.. Un ultimo consiglio alle prossime lezioni puntate tutto sul Berlusca e dopo che avrete raccolto il 5% (se vi va di lusso) gridate al complotto delle toghe rosse e alle elezioni truccate ,,, Continuate su questa linea che non ci sara' bisogno neanche di sconfigervi autoimploderete, Segnalo infine una frase eccezionale del vostro padrone che ha ritirato oggi il premio Carli riferita agli altri partiti “agiscono non per l’interesse comune, ma guardando spesso al proprio interesse particolare, che coincide con l’interesse dei propri leader" ... detto dal Berlusca e' veramente fantastico fa vedere come quest'uomo sia completamente scollegato dalla realta' ,, ah il premio gli e' stato dato da un giuria composta tra gli altri da:Gianni Letta (presidente), Antonio Martusciello, Giovanni Minoli, Mario Orfeo, e Antonello Piroso.Ve la cantate da soli .. godetevi gli ultimi 12 mesi prima delle elezioni .....Ultima curiosita' questo riconoscimento e' intitolato al ex governatore della Banca d'Italia che si oppose alla P2 .. quindi abbiamo Un ex P2 che ritira un premio dedicato ad uno che si oppose alla P2.... altro che Toto' e Peppino ....
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n° 141 del 5 Aprile 2007.