25 aprile. Fromigoni fischiato alla manifestazione di Milano

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

25 aprile. Fromigoni fischiato alla manifestazione di Milano

25 Aprile 2009

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni è stato fischiato da alcuni manifestanti al suo arrivo al corteo milanese per ricordare il 25 aprile. "Vai via", e "Vergogna", gli hanno urlato alcuni manifestanti.

"Siamo qui per difendere la libertà di tutti – ha replicato Formigoni – e non è vero che siamo in pochi qui del centrodestra. A contestare è una minoranza di facinorosi". Il presidente della Lombardia ha poi sottolineato che "il 25 Aprile deve tornare ad essere una festa di tutti. La festa della Liberazione dell’Italia dalla dittatura". "Oggi – ha continuato – noi dobbiamo celebrare quella aspirazione alla libertà anche se abbiamo idee diverse".

"La lotta di Liberazione – ha spiegato Formigoni, cercando di sovrastare la contestazione – è stata fatta da diversi soggetti a cui dobbiamo una gratitudine imperitura e un commosso ricordo. Bisogna ringraziare poi gli alleati e i giovani che sono morti per la nostra libertà". "I partigiani hanno dato un contributo essenziale alla liberazione nella Resistenza: però c’erano opinioni e famiglie diverse che spesso hanno collaborato unitariamente e qualche volta si sono divise anche con fatti dolorosi. La Resistenza – ha ricordato Formigoni – non è stata fatta da una parte sola, sbaglia chi lo dice perché alimenta le divisioni e i contrasti".

"C’è stato chi nell’altra parte ha sbagliato magari in buona fede, va detto però che ha sbagliato e che il giudizio storico non è dubitabile perchè la parte giusta era quella della Liberazione. Questa festa deve essere la festa di tutti gli italiani che hanno maturato negli anni l’avversione ad ogni dittatura, prima quella fascista poi anche a quella comunista e stalinista", ha concluso il presidente lombardo.

"Da parte della sinistra c’è ancora qualche segno di inciviltà e di intolleranza". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, lasciando il palco di piazza Duomo, ha commentato i fischi che hanno accompagnato il suo discorso.

Tantissime manifestazioni di solidarietà sono giunte immediatamente dopo le contestazioni. Tra queste anche quella dell’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che ha detto: "Bisogna avere la pazienza di ascoltare anche quando una persona non ci piace, questa è la democrazia, ve lo voglio dire sinceramente". Già durante l’intervento di Formigoni, che era stato contestato anche da una parte della ‘brigata ebraica’, Scalfaro aveva fatto un gesto verso i partecipanti al corteo chiedendo che stessero zitti e di far parlare il presidente lombardo.

"Il 25 aprile è la festa della Liberazione, che proprio la destra berlusconiana vorrebbe ribattezzata per celebrare la libertà in senso lato. E allora non c’è poi da meravigliarsi tanto e far scandalo se a Milano si sono uditi anche liberi fischi in libero Stato all’indirizzo del presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni". A dirlo è stato il segretario del Prc, Paolo Ferrero, presente oggi alla manifestazione di Milano per il 25 aprile. "Dal momento che vi sono membri del governo che sdoganano i repubblichini tributando anche a essi la celebrazione della Liberazione – conclude – non mi pare davvero ci si possa sorprendere del fatto che la Milano antifascista riunita in piazza Duomo per celebrare la Liberazione fischi il presidente Formigoni".

Per Giorgio Merlo (Pd), Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai, "i fischi e le contestazioni agli esponenti della destra – Formigoni in testa – non fanno che il gioco della destra stessa". E continua: "Spiace registrare che dopo la conversione, seppur tardiva, di tutta la destra al significato simbolico politico e culturale della festa del 25 aprile, ci pensino minoranze del tutto irresponsabili a riportare indietro le lancette della storia. I fischi di Milano, purtroppo, aiutano i nostalgici e non guardano al futuro".