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Il ruolo delle banche

Assopopolari: una situazione di crisi non può offuscare il sostegno delle Popolari al Mezzogiorno

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Un’analisi dell’attività delle Banche Popolari nel sostegno all’economia reale nel Mezzogiorno per verificare le politiche del Credito popolare nel suo complesso negli ultimi trent’anni: è questo lo scopo di un lavoro dell’Associazione fra le Banche Popolari anche alla luce degli ultimi accadimenti che hanno coinvolto la Popolare di Bari nella convinzione, così documentata, che una situazione di crisi non può offuscare il reale e ingente sostegno del “sistema-banche popolari” all’economia dell’Italia meridionale.

Le Banche Popolari e del Territorio possano rivendicare un imprescindibile ruolo nell’economia reale di questi territori in anni estremamente difficili per l’economia e per l’intero sistema bancario. Gli impieghi delle Popolari con sede nel Mezzogiorno, negli ultimi dieci anni, sono cresciuti del 14% (tre volte di quanto fatto dal sistema) con flussi di nuovi finanziamenti alle PMI pari a 115 miliardi di euro e 39 alle famiglie per i mutui. Nel 2019, gli impieghi superano i 25 miliardi di euro e i depositi i 24 miliardi. Risultati resi possibili anche grazie a una presenza capillare sul territorio con quasi 1.000 sportelli (unico riferimento creditizio in 80 Comuni del meridione). Questo in un contesto che registra, nell’ultimo ventennio, il calo degli investimenti al Sud di oltre il 30% con il risultato che il ritardo del Mezzogiorno rispetto al Centro Nord è oggi addirittura maggiore rispetto a quello degli anni settanta.

Nel presentare la pubblicazione il Segretario Generale di Assopopolari, Giuseppe De Lucia Lumeno, sottolinea “i risultati importanti che non possono essere ignorati o sottovalutati e che sono il frutto della capacità di concentrare l’attività nelle aree di riferimento reimpiegando il risparmio dove viene raccolto. Il compito delle Popolari nel Mezzogiorno resta, dunque, essenziale per non disperdere quel patrimonio di imprenditorialità che, in condizioni difficili, è riuscito a vivere e a svilupparsi nelle regioni meridionali. Solo così sarà possibile ridurre il gap con Centro Nord e conquistare un nuovo percorso di crescita per tutto il Paese”.

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