Home News A Lussemburgo per ripartire dal “no”. I ministri degli esteri non si fermano

A Lussemburgo per ripartire dal “no”. I ministri degli esteri non si fermano

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Dal "no" di Dublino, per la prima volta i ministri degli Esteri della Ue si riuniscono oggi per discutere della bocciatura popolare irlandese al Trattato di Lisbona.

Opinione condivisa è che il risultat0 del referendum di giovedì scorso con cui l'Irlanda ha chiamato i  propri cittadini ad esprimersi riguardo all'idea di un costituzione europea, unico paese ad averlo fatto, non fermi il processo di riforma dell'Unione europea. I ministri riconoscono che "non ci sono in vista soluzioni nè rapide nè facili".

Il confronto a Lussemburgo si preannuncia intenso: "Sarebbe rischioso, azzardato, dire che riporteremo il Trattato in vita mentre stiamo affrontando il fatto che e' stato bloccato', ha detto il ministro degli esteri sloveno Dimitrij Rupel, entrando in Consiglio.
Ma anche il ministro degli Esteri irlandese Michael Martin è apparso piuttosto pessimista: "Non c'è una soluzione rapida ed è troppo presto per prevedere la possibilità di un secondo referendum in Irlanda. Siamo in una situazione difficile, in una situazione molto impegnativa - ha aggiunto Martin -. Prima di decidere che cosa fare bisogna analizzare in modo molto approfondito la situazione, capire le motivazioni di un voto il cui risultato è stato sicuramente molto deludente per noi".

Per l'Alto rappresentante della politica estera e di sicurezza della Ue Javier Solana, "la vita deve andare avanti", così come il progetto europeo.
A fargli eco il ministro degli Esteri Franco Frattini: "Il "no" irlandese al Trattato di Lisbona è una doccia fredda ma l'Unione europea non si ferma". Per Frattini "è prematuro ipotizzare decisioni: prima dobbiamo sentire gli irlandesi, analizzare cosa e' successo".

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