A scuola di biopolitica per affrontare la sfida antropologica dei nostri tempi

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A scuola di biopolitica per affrontare la sfida antropologica dei nostri tempi

13 Gennaio 2011

Sono due anni esatti dalla morte di Eluana Englaro e la Fondazione Magna Carta ha organizzato in concomitanza con quella data la prima edizione della Scuola di biopolitica dal titolo “Sfida antropologica ed etica della vita". La concomitanza dei tempi ha un valore simbolico altissimo. Perché la morte di Eluana è stato lo spartiacque, il momento in cui tutto è cambiato nel modo in cui le questioni legate alla vita – e soprattutto alla morte – hanno cominciato ad essere percepite e affrontate dall’opinione pubblica del nostro paese, e soprattutto perché quelle stesse questioni sono diventate il terreno di uno scontro politico che fino al giorno prima della sentenza del tribunale del Tar di Milano (che permetteva a Beppino Englaro di interrompere l’idratazione e l’alimentazione a sua figlia) erano questioni che riguardavano la più profonda intimità della persona e dei suoi familiari.

Aver fatto diventare quello di Eluana un caso, prima giuridico e poi politico, ha imposto un’accelerazione al modo in cui si affrontano oggi le questioni bioetiche, ha richiesto l’obbligo di colmare dei vuoti normativi, ha imposto a coloro i quali si occupano della “persona” (con qualsiasi accezione la si intenda, appartengano essi al mondo della scienza o a quello umanistico), di dotarsi di nuovi strumenti interpretativi, di seguire nuovi percorsi di formazione. È un terreno inesplorato, che, se battuto al riparo dalle ideologie e delle strumentalizzazioni politiche, rappresenta la risposta più efficace alla sfida antropologica a cui da tempo assistiamo.

Il corso di Biopolitica organizzato da Fmc nasce, dunque, per essere un punto di raccordo tra ricercatori interessati ai problemi della Biopolitica, quindi filosofi, psicologi, scienziati, sociologi, teologi e il mondo politico-sociale. La scuola è aperta a quanti siano iscritti all’università, o laureati in filosofia, giurisprudenza, scienze umane e religiose, scienze della formazione, scienze politiche, scienze infermieristiche, teologia, medicina. Si rivolge inoltre agli addetti del settore, insegnanti, professionisti in ambito giuridico e socio-sanitari, membri di comitati etici e di strutture di consulenza etica..

La scuola si articola volutamente in quattro moduli, ognuno con una impostazione molto specifica. Si parte dal caso Englaro, affrontato sotto tutte le articolazioni, giuridiche e politiche, il secondo ciclo di lezioni viene dedicato alla tecnoscienza, e in particolare alla Pma e la legge 40, le ultime due lezioni hanno un’impronta più filosofica e bioeticista. Tra i docenti nomi importanti del panorama politico-culturale nazionale e internazionale ci sono Francesco D’Agostino, Eugenia Roccella, Giorgio Israel, Walter Schweidler, Sergio Belardinelli, Assuntina Morresi, Carlo Bellieni, Miklos Veto, Raffaele Calabrò, Eleonora Porcu, Alberto Gambino e molti altri.

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