Abbas: Olmert è un interlocutore credibile

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Abbas: Olmert è un interlocutore credibile

28 Ottobre 2007

Dopo l’ennesimo incontro tra i leader di Israele e Palestina tenutosi in quel di Gerusalemme, le due parti si trovano più vicine nelle trattative, Abbas ha dichiarato che si fida del suo collega, ma ci sono ancora degli ostacoli da superare.

“Non andiamo d’accordo su molte questioni, in particolare quelle che riguardano l’accordo permanente. Gli israeliani hanno il loro punto di vista e noi il nostro. Ora è importante che si raggiunga un accordo a due”, ha dichiarato oggi Abu Mazen al quotidiano del Kuwait al-Rai.

Ma, secondo Abbas, nonostante queste differenze di vedute, Olmert sarebbe un interlocutore credibile, determinato a raggiungere un accordo. Il fatto è che sulla questione ci sono ancora dei dubbi da risolvere: “Per quanto concerne quello che abbiamo recentemente sentito riguardo delle presunte trattative tra Hamas e gli israeliani, siamo certi del fatto che queste siano avvenute e ne abbiamo le prove. Non è che condanniamo questi colloqui, ma chiediamo ad Hamas di avere il coraggio di ammettere che il tutto sta effettivamente accadendo”.

Non è la prima volta che il Primo Ministro palestinese allude a questi dialoghi tra Hamas e “gli israeliani”. Dal punto di vista di Fatah, l’esistenza di certe trattative mette in dubbio la legittimità del governo di Mazen.

Inoltre, l’implementazione della prima fase della Road Map, richiede ai palestinesi di smantellare le attività terroristiche (cosa non facile) e agli israeliani di stoppare le attività di insediamento illegali.

 

Nel frattempo il ministro della Difesa israliano, Ehud Barak ha annunciato che il uso governo provvederà ad un embargo di elettricità nei confronti della Striscia di Gaza, dichiarata “entità nemica” dal momento che da questa zona continuano i lanci di missili Qassam verso il sud dello Stato ebraico. “nei prossimi giorni seguiranno i tagli alle forniture elettriche”, ha fatto sapere Barak.

Insomma, esiste la buona volontà di arrivare alle trattative di Annapolis nel miglior modo possibile, e questo è da ritenersi un passo avanti, ma la cosa non sarà facile.