Aborto, Bagnasco: Aggiornare 194 a progressi medicina
21 Gennaio 2008
di Redazione
Il cardinale Angelo Bagnasco lancia un appello per rivedere la legge 194.
Sul tema dell’aborto, dice il presidente della Cei, non va escluso
“almeno l’aggiornamento di qualche punto della legge”, non ignorando
“il portato delle nuove conoscenze e i progressi della scienza e della
medicina” e tenendo conto “che oltre le 22 settimane di gestazione
c’è già qualche possibilità di sopravvivenza” del feto.
Bagnasco, nella prolusione d’apertura del Consiglio episcopale permanente,
ha ribadito la posizione già espressa dal cardinal Ruini, sottolineando
comunque, a nome dei vescovi, che “non ci può mai essere alcuna legge
giusta che regoli l’aborto”.
“Il fatto che – dice Bagnasco -, a trent’anni dall’approvazione della
legge 194 che rende giuridicamente lecito l’aborto, la coscienza pubblica non
abbia ‘naturalizzato’ ciò che naturale non è, è un risultato importante, di cui
dobbiamo dare atto a chi – per esempio il Movimento per la vita – mai si è
rassegnato”.
Comunque, prosegue il Monsignore “da parte della Chiesa non esiste
alcuna ‘intenzionalità bellica’: dobbiamo continuare a dire che la vita è dono,
e che non è nella disponibilità di alcuno manometterla o soffocarla”.
I vescovi chiedono quindi “che si verifichi ciò che la Legge –
intitolata alla tutela della maternita – ha prodotto e ciò che invece non si è
attivato di quanto prevede, soprattutto in termini di prevenzione e di aiuto
alle donne, e dunque alle famiglie”.
Per questo Bagnasco suggerisce che “i fondi previsti dalla legge 194,
all’art. 3, magari accresciuti da apporti delle Regioni, siano dati in
dotazione trasparente ai consultori e ai centri – comunque si chiamino – di
aiuto alla vita”.
