Aborto. Turco: a Napoli procedure conformi alla legge 194

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Aborto. Turco: a Napoli procedure conformi alla legge 194

20 Febbraio 2008

“La procedura di
interruzione volontaria di gravidanza eseguita a Napoli e finita sotto i riflettori della cronaca per un blitz
della Polizia in ospedale è conforme alla normativa della legge
194”. Lo dichiara il ministro della Salute, Livia
Turco.

Nei giorni scorsi, Turco aveva ordinato un’ispezione del
ministero al Policlinico napoletano e oggi, riferendo in commissione Affari sociali alla Camera del caso
della 39enne Silvana Silvestri, che aveva chiesto di sottoporsi a un
aborto terapeutico dopo la diagnosi di sindrome di Klinefelter sul
feto, ha aggiunto:
“Quanto e’ emerso dall’ispezione conferma
quanto già si era evidenziato all’indomani dell’accaduto, dopo le
prime notizie giornalistiche che mi avevano portato ad esprimere il
piu’ profondo turbamento per un episodio che penso debba farci
riflettere tutti. Perche’ -chiarisce il ministro- rispecchia il clima di
tensione inaccettabile che si e’ venuto a creare attorno ad una delle
scelte piu’ drammatiche per una donna, come quella di rinunciare a una
maternita’”.

Continuando la sua relazione, il ministro rileva come “sia
giunto veramente il momento di riacquistare serenita’ e capacita’ di
dialogo per una piena e migliore applicazione della legge 194. Una
legge che non esito ancora una volta a definire saggia e lungimirante,
perche’ di fronte alla scelta di maternita’ ha saputo coniugare
l’esercizio della responsabilita’ della donna con quella del medico”.

E poi conclude: “Dramma e scacco: così le donnne
hanno sempre parlato e parlano di aborto. Mai di diritto. Non
si può chiamare diritto ciò che è impossibilità,
rinuncia, costrizione. Per questo Silvana Silvestri merita
rispetto. E silenzio”.

“Per questo – ha aggiunto Livia Turco – ho sentito
il dovere, prima di parlare di lei in questa sede, di
chiamarla ed ascoltarla e di dirle che avrei parlato di lei.
E di dire a voi, in questa sede, il suo turbamento, la sua
angoscia, la sua solitudine e il suo bisogno di silenzio”.