Adozioni, Roccella: legge unioni civili legittima sentenze
13 Maggio 2016
di Redazione
Eugenia Roccella presiede il comitato promotore per il referendum abrogativo della legge sulle unioni civili, votata dal parlamento. Uno dei temi più controversi della legge unioni civili è quello della stepchild adoption, le adozioni gay.
Secondo la Roccella, chi sostiene che l’accordo Renzi-Alfano avrebbe migliorato il testo di legge, eliminando la stepchild adoption, sbaglia e grossolanamente. “In realtà,” ha detto Roccella nel suo intervento alla Camera contro la fiducia chiesta dal governo sulla legge unioni civili, “l’articolo 20 consegna una delega molto precisa alla magistratura sulle adozioni, tanto è vero che, dopo l’approvazione al Senato, i tribunali si sono scatenati, e in poco più di un mese sono già cinque le sentenze che consentono l’adozione del figlio del partner”.
Insomma, la stepchild nella legge sulle unioni civili c’è, eccome se c’è. “Lo dicono i fatti, lo dicono le sentenze; e lo ha affermato anche il Governo, con la memoria presentata dall’Avvocatura dello Stato alla Corte costituzionale più di un anno fa,” prosegue Eugenia Roccella, “in cui si sostiene che «non c’è alcuna contrarietà ai principi del diritto di famiglia e del minore nei confronti della trascrizione di un’adozione del figlio del partner in una coppia omosessuale».
Roccella attacca quindi “l’ipocrisia” che sulla legge unioni civili “regna sovrana: si fa finta di togliere la stepchild ma di fatto la si legittima pienamente, si fa finta di volere una legge parlamentare e poi si mette la fiducia, si vota una mozione contro l’utero in affitto, sapendo benissimo che il divieto contenuto nella legge n. 40 è lettera morta, non è mai stato applicato, e chi viola la legge è perfettamente certo di non incorrere in alcuna sanzione, quando poi torna in Italia con il bambino.
“La storia della legge sulle unioni civili è una storia di violazioni della Costituzione e di bugie propinate ai cittadini”, conclude la parlamentare del movimento Idea. “Il fine non giustifica i mezzi, ma li qualifica, e questa legge, ottenuta con pessimi mezzi, sarà coerentemente una legge pessima”.
Insomma, rileggiamoci il comma 20 della legge sulle unioni civili, e giacché c’è, lo faccia anche il premier Matteo Renzi, che parlando a Porta a Porta ha detto che di adozioni gay se ne parlerà più avanti. Altro che parlarne più avanti, la stepchild è rientrata già dalla finestra.
La legge sulle unioni civili legittima definitivamente, e promuove, sentenze come quella dei ‘due papà: “una coppia gay che ha fatto ricorso all’utero in affitto in Canada, e che ha ottenuto la stepchild adoption come già accaduto per coppie di donne”, aveva detto l’onorevole Roccella nei mesi scorsi, ricordando uno dei tanti casi che fanno scuola sulla materia.
A quanto pare non per il premier, il governo e la maggioranza che lo sostiene.
