Aereo sparito. La Farnesina conferma: 10 italiani a bordo

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Aereo sparito. La Farnesina conferma: 10 italiani a bordo

01 Giugno 2009

C’erano dieci italiani a bordo dell’Airbus Air France in volo da Rio de Janeiro a Parigi, di cui uno con doppia cittadinanza italo-brasiliana. Lo ha confermato il capo dell’Unità di crisi della Farnesina Fabrizio Romano dopo che il ministero dei Trasporti francese ha diffuso la lista ufficiale dei passeggeri secondo la quale sarebbero stati nove, e non dieci, i connazionali. Il passeggero con doppia cittadinanza è stato infatti inserito tra i brasiliani dalle autorità francesi.

Al momento è stata confermata l’identità di tre delle vittime. Sono tre trentini, partiti per dieci giorni in una trasferta di solidarietà. Rino Zandonai, direttore dell’associazione Trentini nel Mondo Onlus, il consigliere regionale Giambattista Lenzi (Upt) e Gianni Zortea, sindaco di Canal San Bovo erano partiti il 20 maggio per consegnare oltre 22mila euro ai trentini colpiti dall’alluvione in Brasile nel 2008, per un gemellaggio e per inaugurare una piscina per bimbi disabili e un percorso per il recupero di terre incolte.

"Tre persone straordinarie, che ciascuno nella propria attività impersonificavano l’idea di un Trentino fortemente proiettato in questa rete di solidarietà globale, in primo luogo verso i nostri concittadini all’estero, ma in generale nei confronti di Paesi che più fanno fatica a stare al passo con il tempo". È così che ha parlato di loro il Governatore del Trentino, Lorenzo Dellai. Intanto il presidente del consiglio provinciale, Gianni Kessler, alla notizia, ha deciso di sospendere la partecipazione dell’organismo alle celebrazioni del 2 giugno, domani, e il commissario del governo, Michele Mazza, d’intesa col sindaco, Alessandro Andreatta, ha deciso di ridurre le celebrazioni all’essenziale.

Solidarietà e vicinanza alle famiglie nelle molte ore di ricerca del velivolo disperso sono giunte intanto da politici trentini, dai parlamentari a quelli locali. Ecco i nomi delle vittime al momento confermate:

Rino Zandonai, 60 anni di Villa Lagarina (Trento), sposato e padre di due figlie, dal 1991 è direttore dell’associazione Trentini nel Mondo. Per vent’anni ha insegnato in Belgio per i figli degli emigrati italiani, dirigendo una scuola superiore. Ha organizzato viaggi di trentini nelle miniere del Belgio per far conoscere le condizioni degli emigranti.

Luigi Zortea, 66 anni, per tre legislature è stato sindaco di Canal San Bovo, paese trentino nella zona del Primiero. Ha ideato il premio di natalità e nuzialità per frenare lo spopolamento del Vanoi. In politica da sempre, in origine con i socialisti, oggi in area Pd, è stato anche assessore alla Sanità del Comprensorio Primiero e a lui si deve la convenzione con l’Usl di Feltre. Responsabile Acli del Primiero dal 1960 al 1982, Zortea è stato anche fondatore e presidente della cooperativa edilizia Acli e fondatore di Radio Primiero. Sposato con due figli, risiede a Transacqua.

Giovanni Battista Lenzi, 58 anni, è nato a Samone in Valsugana. Sposato con Maria Grazia, padre di due figlie Monica e Sabrina, prima di approdare alla politica ha maturato esperienze nel mondo del lavoro, soprattutto nell’industria chimica. Membro del direttivo provinciale Cisl, nel 1985 viene eletto sindaco di Samone. Componente del centro studi Alcide De Gasperi di Borgo, ha favorito il rilancio dell’associazione ed ha attivamente contribuito alla realizzazione del museo Casa natale di Alcide De Gasperi, a Pieve Tesino. Eletto in Consiglio regionale e provinciale nel 2003, è stato presidente della Commissione bilancio della Regione. Attualmente è Presidente della Prima Commissione permanente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento.

Secondo quanto trapelato da fonti ufficiali, una signora bolognese, di oltre cinquant’anni, risulta imbarcata a bordo dell’Airbus dell’Air France scomparso sulla rotta Rio de Janeiro-Parigi. Non sono state rese note le generalità della donna, ma i familiari – a quanto si è appreso – sarebbero già stati avvertiti.

Nel frattempo il direttore generale della compagnia francese, Pierre-Henry Courgeon, ha reso noto che la zona fra Rio de Janeiro e Parigi in cui è scomparso l’aereo sarebbe stata localizzata, con approssimazione di "qualche decina" di miglia nautiche. L’aereo – ha confermato Gourgeon – "è equipaggiato con scatole nere Argos che possono emettere segnali per diversi giorni e consentire il reperimento".

Per trovare il velivolo il governo francese ha persino chiesto l’aiuto del Pentagono. In particolare, Parigi ha chiesto il concorso dei mezzi satellitari d’osservazione e d’ascolto del Pentagono "che potrebbero eventualmente fornire degli indizi" utili a localizzare l’aereo sparito, hanno detto al ministero francese. Ma è lo stesso Sarkozy ad ammettere che "le speranze di ritrovare dei superstiti sono molto deboli". Sulle cause dell’incidente – che rimangono ancora avvolte dal mistero – il presidente francese ha detto che "non c’è alcun elemento preciso su quello che è successo".