Afghanistan. Arrestati 3 medici italiani di Emergency, “coinvolti in un complotto”

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Afghanistan. Arrestati 3 medici italiani di Emergency, “coinvolti in un complotto”

10 Aprile 2010

Tre medici italiani operativi presso l’ospedale di Emergency a Lashkar Gah, nel sud dell’Afghanistan, sarebbero stati arrestati insieme ad altre sei persone – dipendenti afghani dell’associazione -, con l’accusa di aver partecipato a un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand, Gulab Mangal.

Il portavoce dell’amministrazione provinciale Daud Ahmadi ha precisato che la polizia ha avuto una soffiata riguardo a un piano per uccidere il governatore durante una visita nell’ospedale. Secondo il portavoce, i nove avevano contatti con la leadership dei talebani che avrebbero pagato una forte somma per portare a buon fine il progetto. "Il gruppo – ha precisato infine – aveva riscosso 500mila dollari". Interrogato sulla questione, il responsabile del magazzino ha indicato i nomi dei presunti coinvolti nel complotto, tra cui appunto i tre medici italiani. Al momento comunque, precisa l’Associated Press, non ci sarebbero prove contro di loro.

I 9 sarebbero stati fermati dopo che in un magazzino dell’ospedale sono state trovate cinture esplosive, granate e pistole. I tre medici italiani sono: Matteo Dell’Aira, coordinatore medico dell’ospedale di Emergency a Laktar, e altri due operatori della ong, Goretti e Pagani (non si conoscono per ora i loro nomi di battesimo e i loro incarichi) . L’accusa per i tre arrestati è molto pesante, quella di essere "combattenti rivoltosi stranieri", reato punito in Afghanistan in maniera molto severa, fino alla pena di morte.

"L’accusa di un qualsiasi complotto o del favoreggiamento di qualsiasi azione violenta è assolutamente ridicola: chiunque, qualsiasi afghano medio, ridirebbe del fatto che qualunque membro dello staff di Emergency possa complottare alcunché". È quanto afferma il responsabile comunicazione di Emergency, Maso Notarianni in merito all’arresto di medici italiani in Afghanistan. "Dal ministro Frattini – prosegue Notarianni, ai microfoni di Cnr Media – ci aspettiamo che faccia immediatamente rilasciare i nostri medici e che esiga che la situazione torni alla normalità. L’ospedale di Lashkar-Gah opera in una situazione difficile – ricorda ancora l’esponente di Emergency – nella provincia di Helmand è in corso da settimane un’operazione militare che ha colpito molti civili, che spesso non potevano ricevere alcun soccorso".

Dal canto suo, la Farnesina ha fatto sapere che il ministro Frattini sta seguendo gli sviluppi della vicenda in stretto raccordo con l’ambasciata d’Italia a Kabul e le autorità locali. "In attesa di poter conoscere la dinamica dell’episodio e le motivazioni dei fermi – riferisce ancora la Farnesina – il governo italiano ribadisce la linea di assoluto rigore contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo in Afghanistan, così come altrove. La Farnesina riconferma il suo più alto riconoscimento al personale civile e militare impegnato in Afghanistan per le attività di pace".

Su chi ha effettuato gli arresti è botta e risposta tra i dirigenti dell’associazione di medici volontari e il comando Nato. Secondo Emergency, infatti, sarebbero state le forze "Isaf Task Force Helmand – Usa" insieme ai servizi segreti afghani ("Lo sappiamo per certo – ha detto il responsabile della comunicazione Notarianni – nell’ospedale sono entrati uomini della National Security mentre uomini dell’Isaf sono rimasti fuori. E ne siamo anche certi perché al telefono di uno dei nostri ha risposto una persona che si è qualificata come un ufficiale dell’Isaf"), mentre fonti qualificate dello stesso comando Nato in Afghanistan ribadiscono che nell’operazione l’Isaf non c’entra ed è stata condotta dai militari della National security afghana.