Afghanistan. Chiuso il voto: tensioni e attentati, colpita base italiana
18 Settembre 2010
di Redazione
Le operazioni di voto per le elezioni legislative in Afghanistan si sono concluse e la prima stima dell’affluenza è al 40%. La Polizia ha sequestrato nella provincia di Paktia 1.600 schede false trovate nell’auto di alcuni sostenitori di un candidato.
Le seconde elezioni parlamentari dalla caduta del regime dei talebani nell’autunno del 2001 si sono svolte tra attentati e sparatorie, tra paura di attacchi e desiderio di un parte della popolazione di rafforzare le istituzioni del Paese. Circa 12 milioni di afghani si sono recati alle urne in 5.816 seggi nelle 34 province del Paese.
Sei morti e cinque feriti è il bilancio di un attentato compiuto dai talebani, con un ordigno rudimentale posizionato sulla strada, contro un pullman civile che attraversava la Zeerko Valley, nel distretto di Shindand, area sotto comando italiano.
Un razzo lanciato dagli insorti ha colpito anche la zona tra l’ambasciata statunitense, il quartier generale della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) di Kabul, senza però provocare vittime né danni. E una bomba è esplosa sempre nella capitale, causando almeno un ferito. Alcuni razzi sono stati lanciati contro una base della Nato a Jalalabad, nell’est del Paese. Nella notte tre razzi sono stati lanciati contro un seggio di un villaggio nel distretto di Herat.
