Home News Afghanistan. Karzai: “Vinto al primo turno” ma la commissione smentisce

Afghanistan. Karzai: “Vinto al primo turno” ma la commissione smentisce

0
18

Lo scrutinio dei voti per le elezioni presidenziali tenutesi ieri in Afghanistan è terminato. A confermarlo è stata la stessa Commissione elettorale. Secondo la Commissione elettorale indipendente, la partecipazione al voto è stata fra il 40% e il 50%.

Il vicepresidente della Commissione elettorale indipendente, Zikria Barakzai ha spiegato che l'affluenza alle urne per le elezioni presidenziali è stata "più alta al centro e al nord e minore al sud". "Non abbiamo a disposizione dati certi. Ma la mia personale stima dell'affluenza è che hanno votato fra il 40 ed il 50% degli elettori". Ci vorrà ancora qualche giorno, ha concluso, per avere un dato affidabile.

Subito dopo l'annuncio è incominciato il botta e risposta sui risultati tra il presidente uscente Hamid Karzai e il candidato alle presidenziali, Abdullah Abdullah. Ma per sapere il risultato reale delle elezioni bisognerà aspettare la prossima settimana.

Il responsabile della campagna elettorale di Karzai ha annunciato che quest'ultimo avrebbe vinto le elezioni di ieri al primo turno, secondo quanto avrebbero rivelato i primi risultati dello scrutinio. "I primi risultati mostrano che il presidente ha la maggioranza" dei voti, ha detto Deed Mohammad. "Non andremo al secondo turno, abbiamo la maggioranza", ha detto il collaboratore di Karzai, aggiungendo che tuttavia spetterà alla Commissione elettorale indipendente annunciare i risultati ufficiali.

Immediata la reazione del candidato Adbullah. Anch'egli ha infatti annunciato di avere vinto le elezioni con il 61% dei voti: "Quello che ha annunciato l'ufficio stampa del presidente Hamid Karzai è falso", ha detto il portavoce di Abdullah, San Charaki. "I dati in nostro possesso che vengono dalla Commissione elettorale indicano che noi abbiamo ottenuto il 61% e Karzai il 32%". Riguardo all'annuncio fatto dalla Commissione elettorale indipendente sulla fine dello scrutinio, il portavoce ha detto che "un conto è dire che lo scrutinio è finito, un altro è avere tutti i dati a disposizione qui a Kabul. E quest'ultimo dato è impossibile in così poco tempo. Le cifre conosciute sono ancora parziali".

Il portavoce della commissione elettorale nazionale, Noor Mohammad Noor, ha detto di non poter confermare gli annunci di vittoria fatti stamani dai comitati elettorali sia del presidente uscente, Hamid Karzai, che del principale rivale, Abdullah Abdullah, malgrado lo scrutinio dei voti per le presidenziali sia terminato. "Non posso confermare quelle dichiarazioni. Non posso entrare nel merito di quanto affermato da responsabili della campagna elettorale dei candidati", ha detto il vicepresidente della Commissione elettorale indipendente, Zikria Barakzai.

Non sono mancati gli atti di violenza e intimidazione da parte dei talebani. A quanto pare, i talebani hanno annunciato oggi di avere attaccato la notte scorsa due auto che trasportavano schede elettorali a Mazari Sharif, nella provincia settentrionale di Balkh. "Abbiamo incendiato le auto - hanno proclamato gli insorti nel sito www.alemara.org - incendiandole e facendo numerose vittime", senza specificarne però il numero. L'episodio è stato confermato dalle autorità locali, secondo cui una persona è morta nell'incidente mentre il materiale elettorale è stato distrutto.

Nonostante i 135 attacchi talebani che hanno causato almeno 26 morti, la giornata elettorale è stata definita "un successo" dallo stesso Karzai, ma anche dal presidente americano Barack Obama e, in pratica, dall'intera comunità internazionale.

Intanto, la Commissione elettorale competente per i reclami relativi a irregolarità ha ricevuto nella sola giornata di ieri 100 denunce di brogli che ora dovranno essere esaminati. Lo ha dichiarato oggi il presidente della Commissione, Grant Kippen. "Non solo esistono queste 100 denunce - ha spiegato - ma stiamo aspettando di ricevere da tutte le 34 province i certificati su cui i funzionari dei seggi hanno trascritto eventuali nuove denunce". "Non posso prevedere quanto tempo impiegheremo in questo lavoro - ha ancora detto - ma ci vorranno certo molti giorni".

Kippen ha quindi ricordato che la Commissione elettorale indipendente non può ufficializzare i risultati fino a quando la Commissione per i reclami, da lui presieduta, non avrà finito tutto il suo lavoro. "Potranno annunciare dati preliminari - ha concluso - ma per i risultati ufficiali ci vorranno forse settimane".

"È la prima volta che gli afghani gestiscono le loro elezioni". Lo sottolinea in un'intervista al Messaggero il ministro degli Esteri Franco Frattini, definendo "incoraggiante" la prima impressione sul voto e spiegando che "bisognerà impostare il lavoro con chi sarà eletto e aprire un cantiere di sei mesi, fino a fine anno, per dare gli impulsi giusti che la comunità internazionale individuerà". Ribadendo che a nessuno verrà dato un "assegno in bianco", Frattini ricorda che in Afghanistan "abbiamo impegnato molte risorse economiche e vite umane, dunque - afferma il ministro - abbiamo il diritto di chiedere che vi sia una svolta".

Nodi principali di questa svolta, rileva Frattini, sono "un piano di cento giorni contro la corruzione che è il vulnus più grande in Afghanistan"; quindi "contrastare - dice il capo della Farnesina - la produzione di droga che è la prima fonte di reddito per i terroristi" e, per terzo, "rafforzare il numero delle forze di sicurezza afghane e dell'esercito, bisognerà puntare a raddoppiarne il numero", continua il ministro degli Esteri, ricordando che "ai nostri carabinieri è stato dato il coordinamento del training delle forze di polizia afghane".

Il ministro rileva infine l'importanza di mettere l'accento "sui diritti umani. Va archiviata - dice Frattini - la sottomissione della donna: abbiamo protestato duramente con Hillary Clinton contro Karzai, ma quella proposta è ancora lì". Sull'Afghanistan peraltro, conclude Frattini, "metteremo in cantiere nuove linee di azione a Stoccolma il primo settembre con i ministri degli Esteri e poi il 24 settembre al G8 di New York. Penso di proporre un obiettivo ambizioso: una conferenza internazionale - annuncia puntualizzando che la sede dovrebbe essere Kabul - all'inizio del 2010 sulla stabilizzazione dell'area sotto l'egida dell'Onu e della Nato e con i 40 paesi interessati".

 

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here