Afghanistan. Morto militare alpino della base di Bala Murghab
18 Gennaio 2011
di Redazione
È morto Luca Sanna,il militare italiano dell’ottavo reggimento di Cividale del Friuli che era rimasto ferito più gravemente nello scontro a fuoco all’interno di un avamposto italiano Highlander a circa 10 km dalla base principale ove campeggia il contingente militare italiano a Bala Murghab, in Afghanistan. Il militare era stato colpito alla testa da un colpo d’arma da fuoco. Lo scontro ha causato il ferimento di un altro militare italiano.
Il militare, insieme ad un commilitone ferito meno gravemente, era stato portato alla base militare Columbus ma è deceduto di lì a poco. I particolari sull’episodio sono stati forniti dal generale Massimo Fogari, capo ufficio pubblica informazione dello Satato Maggiore della Difesa.
"Quest’ennesimo lutto che ci colpisce con la perdita di un giovane militare impegnato in Afghanistan deve continuare a farci riflettere sull’impegno della Comunità internazionale in un teatro di guerra sempre più pericoloso». Lo afferma la parlamentare del Pdl Margherita Boniver, presidente del Comitato Schengen. «È necessario, da un lato, una forte iniziativa per un armistizio tra le parti, talebani e governativi e dall’altro -aggiunge- una cooperazione sempre più efficace per poter permettere all’Afghanistan di avere piena responsabilità della propria sicurezza»
Interviene anche il Ministro della Difesa La Russa in collegamento telefonico alTG1: "Voglio esprimere cordoglio per questo ennesimo dramma. La notizia confermata è che purtroppo uno dei due militari è deceduto, l’altro è ferito a una spalla. Sono stati colpiti all’interno di un avamposto della base di Bala Murghab. Non vuol dire necessariamente che i colpi siano stati sparati all’interno. Stiamo appurando le esatte modalità di quanto avvenuto pochissimo tempo fa». Il ministro ha inoltre aggiunto inoltre che: "qualunque sia la dinamica nei dettagli, rimane il dolore per la perdita di un’altra vita umana di un militare che stava facendo con forte motivazione il proprio dovere contro il terrorismo in una base avanzata in una zona difficile». «Per la prima volta dopo tanti anni non siamo solo dentro le basi fortificate ma miriamo a controllare il territorio e a fare in modo che effettivamente la popolazione afghana possa rientrare nei propri villaggi – ha sottolineato La Russa – Questo significa avere avamposti di pochi metri quadrati, difesi dai militari italiani e dai militari afghani, e quindi più facilmente soggetti ad attacchi, sparatorie e conflitti con gli insorti, che fin quando erano lasciati padroni del campo, in quella zona non erano particolarmente pericolosi, ma nel momento in cui gli sottrai il controllo del territorio come un lupo ferito cercano di azzannare.»
