Afghanistan. NYT, frodi elettoriali almeno in un terzo delle province
25 Settembre 2010
di Redazione
I risultati delle elezioni legislative in almeno un terzo delle province afghane, non solo nel sud, ma anche nel nord e nell’ovest del Paese, potrebbero essere alterati dalle frodi, mettendo in discussione l’intero processo elettorale. Lo denuncia il New York Times sottolineando l’ampiezza del fenomeno.
Fra gli elementi portati davanti alle commissioni provinciali, e sottoscritti dagli osservatori internazionali, vi sono anche video che mostrano come le urne siano state riempite di voti fasulli ma anche scrutatori ed elettori discutere sul prezzo di un voto o, elettori e scrutatori ammanettati dalla polizia per l’intero giorno delle elezioni.
Anche se le frodi sono ripartire fra le diverse fazioni, emerge il caso di Kandahar, dove il fratello del presidente, Ahmed Wali Karzai, aveva mostrato la lista dei vincitori ancora prima dell’apertura delle urne lo scorso 18.
"La situazione non appare rosea, perlomeno nella prospettiva della costruzione della democrazia", commenta un diplomatico. La Commissione per i ricorsi elettorali ha già ricevuto oltre 3mila denunce.
Fino a ora, sono stati aperti 1.800 casi, il 58 per cento dei quali vengono considerati sufficientemente gravi per alterare il risultato del voto. Le frodi non sono equamente distribuite nel Paese: la situazione è molto peggiore in 13 delle 34 province, e anche se non sono ancora disponibili dati su Kandahar, nel Nuristan, a Zabul e Paktika, ci si attende una situazione molto grave. "Questi dati preliminari sono negativi", ha spiegato un osservatore internazionale.
