Afghanistan. Oxfam: milioni di afgani sono a rischio fame
01 Settembre 2008
di Redazione
Circa quattro milioni e mezzo di afgani, già alle prese con gravi problemi per l’approvigionamento di cibo, rischiano di soffrire la fame quest’inverno. A lanciare l’allarme è l’organizzazione umanitaria Oxfam in un comunicato. La crisi è dovuta ad una serie di fattori: l’aumento dei prezzi, le restrizioni alle esportazioni imposte da dei Paesi vicini, l’inverno 2007-8 molto rigido, associato ad una marcata scarsità di precipitazioni, il ritorno di migliaia di rifugiati dall’estero e una crescente insicurezza che limita il raggio d’azione delle organizzazioni umanitarie.
L’organizzazione, la cui sede è a Londra, ha scritto ai ministri dello Sviluppo di diversi Paesi di aumentare il contributo ad un fondo speciale di aiuti alimentari creato dall’Onu e dal governo afgano, e di appoggiare le missioni delle organizzazioni umanitarie, aiutando il trasporto aereo degli stock di viveri.
Secondo Oxfam, 210 000 rifugiati sono rientrati in Afghanistan quest’anno, provenienti da Pakistan e Iran, facendo aumentare la pressione sul governo afgano e sulle Ong incaricate di accoglierli. Inoltre, Pakistan e Kazahstan hanno imposto delle limitazioni alle esportazioni di generi alimentari e l’Iran una tassa sulle esportazioni di grano, riducendo le possibilità per gli afgani di comprare di più all’estero, secondo Oxfam.
Anche il Programma alimentare mondiale (Pam) dell’Onu ha, recentemente lanciato un simile avvertimento. Quanto al vice presidente afgano, Mohammad Karim Khalili, a luglio aveva affermato che l’aumento dei prezzi dei generi alimentari associato ai magri raccolti e alla siccità avevano portato milioni di persone sotto la soglia della popvertà. "Siamo di fronte ad una vera crisi alimentare e senza l’aiuto internazionale, non potremo evitare una tragedia umana", aveva dichiarato, citato dall’edizione online del quotidiano francese Le Monde, nel corso di una riunione con dei rappresentanti della comunita internazionale e delle Ong.
fonte: APCOM
