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Afghanistan. Razzi dei talebani sul palazzo presidenziale di Kabul

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Nuovo attacco dei talebani a Kabul a due giorni dalle elezioni presidenziali. Un razzo è caduto questa mattina sul palazzo presidenziale di Kabul ed un altro ha colpito il quartier generale della polizia, a due giorni dalle elezioni presidenziali in Afghanistan. Secondo fonti della polizia afgana non ci sarebbero vittime, ma solo danni alla struttura presidenziale della capitale.

Un portavoce della polizia ha confermato che un razzo ha colpito l'area del palazzo del presidente Hamid Karzai, che è una sorta di fortezza, causando qualche danno alle infrastrutture, ma nessun ferito. Non è noto al momento se il capo dello Stato fosse all'interno al momento dell'impatto. I talebani hanno lanciato settimane fa un appello al boicottaggio delle elezioni presidenziali del 20 agosto e promesso di realizzare "ogni tipo di azione" per farle fallire.

Intanto, alcuni razzi lanciati dai talebani sulla città di Jalalabad, città afghana non lontana dalla frontiera con il Pakistan, hanno causato oggi almeno dieci feriti. Lo hanno riferito fonti mediche.

L'attacco, che ha riguardato il capoluogo della provincia sud-orientale di Nangarhar, è stato confermato dal portavoce del governatore, Ahmad Zia Abdul Zai, che non ha fornito però alcun bilancio delle vittime. Ma Ajmal Pardes, direttore del Dipartimento della Sanità di Jalalabad ha precisato che almeno dieci civili sono rimasti feriti dall'esplosione dei razzi, fra cui quattro donne e quattro bambini. Rivendicando l'operazione, Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani ha detto alla stampa locale che l'obiettivo del lancio dei razzi era l'aeroporto della città e che "decine di membri delle forze di sicurezza afghane e internazionali sono stati uccisi". Questa tesi è stata categoricamente smentita dalle fonti ufficiali afghane.

Continuano quindi le intimidazioni dei talebani in tutto il Paese. I talebani della provincia afghana di Ghazni hanno minacciato di "chiudere per sempre" le scuole e i centri sanitari che saranno utilizzati come seggi nelle elezioni presidenziali di giovedì. L'avvertimento, che si unisce ad altri formulati nei giorni scorsi attraverso volantini e "lettere notturne" distribuiti in località dell'Afghanistan meridionale, è venuto attraverso la radio Fm Shariat Ghag (Voce della Sharia) che, inaugurata un mese fa, può essere ascoltata in cinque distretti della provincia meridionale di Ghazni. L'emittente ha cominciato a trasmettere i suoi avvertimenti domenica sera, ripetendo l'invito agli afghani a non andare a votare. Quelli che lo faranno, ha assicurato un portavoce talebano, "dovranno sopportare le conseguenze della nostra ira".

Dopo il governo di Kabul anche la Nato ha annunciato oggi che sospenderà le operazioni militari giovedì prossimo giorno in cui in Afghanistan si voterà per eleggere il nuovo presidente. "In sostegno delle forze della Sicurezza nazionale afghana, che guidano le misure di sicurezza durante il processo elettorale, quel giorno saranno condotte solo le operazioni considerate necessarie per proteggere la popolazione" si legge in un comunicato.

Domenica scorsa il ministro della Difesa afghano, Abdul Rahim Wardak, ha chiesto un giorno di cessate il fuoco per il 20 agosto, data appunto delle elezioni, assicurando che le forze governative fermeranno ogni operazione militare. E chiedendo ai talebani di fare lo stesso per permettere ai cittadini di recarsi a votare. Richiesta che non è stata accolta dai talebani che stanno rinnovando le minacce di morte contro gli afghani che si recheranno ai seggi. Saranno circa 200mila i militari afghani e 100mila le forze internazionali preposti a proteggere gli oltre 6500 seggi in tutto il paese.

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