Afghanistan. Team di Karzai citica gli Osservatori Ue: “Irresponsabili”

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Afghanistan. Team di Karzai citica gli Osservatori Ue: “Irresponsabili”

16 Settembre 2009

Gli osservatori della Ue che hanno parlato di 1,5 milioni di voti sospetti nelle elezioni afghane sono “irresponsabili”. Lo hanno detto i dirigenti della squadra che ha condotto la campagna elettorale del presidente Hamid Karzai.

La Commissione elettorale indipendente afghana renderà noto nel pomeriggio di oggi il risultato finale delle elezioni presidenziali dello scorso 20 agosto, malgrado le numerose contestazioni di brogli arrivate dalla Commissione per i reclami e, in ultimo proprio questa mattina, dalla missione di osservatori dell’Unione europea, sfidando in questo modo i numerosi appelli a sospendere l’annuncio di un vincitore per forza di cose delegittimato. “Annunceremo il risultato. Sarà il 100 per cento”, ha dichiarato il portavoce della Commissione indipendente, Noor Mohammad Noor.

Il risultato annunciato oggi dovrà comunque passare attraverso il vaglio della commissione per i reclami. L’ultimo risultato ufficiale annunciato dalla Commissione indipendente, la scorsa settimana, assegnava la vittoria ad Hamid Karzai con il 54,3 per cento dei voti, contro Abdullah Abdullah, fermo al 28,1 per cento (con il 92 ,8 per cento delle schede scrutinate e il 2,15 "congelate" per presunte irregolarità).

Secondo quanto ha denunciato Dimitra Ioannou, vice responsabile degli Osservatori dell’Ue a Kabul, circa un quarto delle schede per le elezioni presidenziali in Afghanistan (pari a 1,5 milioni di voti) sono state manipolate. Un totale di 1,1 milioni di questi voti sono andati ad Hamid Karzai.

Gli osservatori europei sono andati quindi molto oltre nelle loro conclusioni rispetto a quanto denunciato dalla Commissione per i reclami alle elezioni presidenziali in Afghanistan (ECC). Ieri il suo presidente, il canadese Grant Kippen, aveva chiesto il riconteggio delle schede del 10 per cento dei seggi del Paese, circa 2.500, per indicazioni di brogli. La settimana scorsa, sempre lo stesso organismo aveva annunciato l’annullamento di tutte le schede di 83 diversi seggi in tre province del Paese. In questa situatione, il lavoro della Commissione elettorale indipendente, che sabato scorso avrebbe dovuto annunciare il risultato definitivo, è quindi in una fase di stallo.

A ora sono stati annunciati i dati parziali relativi allo spoglio del 95 per cento delle schede: Hamid Karzai, il presidente uscente e candidato maggiormente favorito dai brogli, avrebbe ottenuto il 54 per cento dei voti, 28 il suo rivale principale, Abdullah Abdullah. La Commissione per i reclami (Electoral Complaint Commission, ECC) ha come scopo proprio quello che indica il nome. E la legge elettorale le assegna il potere di imporre sanzioni per eventuali violazioni. È composta da due afghani, Fahim Hakim e Maulawi Mustafa, uno nominato dalla Commissione indipendente afghana per i diritti umani l’altro dalla Corte suprema afghana, e da tre esponenti della comunità internazionale, nominati dal rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu, il presidente, Grant Kippen, Maarten Halff e Scott Worden.

Gli osservatori dell’Unione europea chiedono quindi il riconteggio di “tutti” i voti contestati, ovvero di 1,5 milioni di schede pari a un quarto del totale per verificare quelli che per il momento sono solo presunti brogli, in larga misura a favore di Karzai. Il responsabile della missione Ue, Philippe Morillon, ha sollecitato la Commissione indipendente a non annunciare ulteriori risultati ufficiali prima che tutte le accuse non siano state chiarite. “Abbiamo provato a evitare brogli massicci. Non ci siamo riusciti”, ha ammesso Morillon.