Afghanistan. Tre medici arrestati, Strada: “Rapiti dal governo di Karzai”

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Afghanistan. Tre medici arrestati, Strada: “Rapiti dal governo di Karzai”

11 Aprile 2010

"I nostri medici sono stati rapiti dalla polizia del governo Karzai, quel governo difeso dalla coalizione internazionale della quale fa parte anche l’Italia. La coalizione internazionale è li a difendere quel governo". Sono parole dure quelle di Gino Strada, il fondatore di Emergency, che in una conferenza stampa a Milano ha parlato della vicenda dei tre operatori dell’organizzazione umanitaria arrestati in Afghanistan.

"I nostri medici sono stati rapiti dalle forze di polizia nella peggiore tradizione terroristica", ha aggiunto Strada nella conferenza stampa in corso a Milano. Secondo Strada, si tratta di una guerra preventiva "per togliere di mezzo un testimone scomodo prima di dare il via ad un’offensiva militare in quelle regioni".

"La cosa – ha spiegato – non mi sorprende perché la logica della guerra è diversa dalla nostra. Nella guerra un ospedale è qualche cosa di strano e di anomalo perché cura e cerca di salvare le vite invece di distruggerle". Gino Strada ha quindi raccontato che in Afghanistan sono state eseguite in questi anni 60 mila visite ambulatoriali e ci sono stati 10 mila ricoveri. "Abbiamo curato feriti grazie al rispetto delle convenzioni internazionali. Fino a poco tempo fa i trattati venivano rispettati. Anche quando c’era il regime filo-sovietico, i mujaddin, che oggi sarebbero chiamati ribelli, venivano portati in ospedale, curati e riaccompagnati da dove erano venuti. Oggi tutto questo non è possibile. Dopo i bombardamenti non è stato neppure possibile aprire un corridoio umanitario".

"Si tratta di un’aggressione grottesca e ingiustificata che non trova una spiegazione razionale", ha proseguito il fondatore di Emergency, chiedendo "agli italiani" di far sentire la loro voce: "Il ministro Frattini – ha sottolineato Strada – è informato, noi siamo in contatto con la Farnesina e ci auguriamo che il governo faccia tutto il possibile".

Intanto, l’ambasciatore italiano a Kabul Caludio Glaentzer ha visitato "i nostri tre connazionali e li ha trovati in discrete condizioni". Lo riferiscono fonti della Farnesina. Secondo le fonti i medici si trovano attualmente presso strutture del ministero degli Interni, gli accertamenti sono ancora in corso.

L’ambasciatore ha ricevuto dalle autorità afghane, sottolineano ancora dalla Farnesina, precise rassicurazioni sul fatto che le indagini verranno condotte nel modo più rapido e rigoroso possibile. L’ambasciatore è in contatto con la Ong italiana. Il presidente di Emergency, però, ha tenuto a precisare che non è stata ancora formalizzata "nessuna accusa ufficiale".