Afghanistan. Uccisi 5 alti comandanti del clan Haqqani
04 Novembre 2010
di Redazione
Aumentano le pressioni militari delle forze della coalizione sul clan degli Haqqani, considerato uno dei più pericolosi dell’insorgenza afghana, nelle province orientali dell’Afghanistan, lungo il confine con le turbolente aree tribali del Pakistan. Nelle ultime ore almeno cinque comandanti degli insorti e molti combattenti sono stati uccisi in diversi attacchi.
In una nota diffusa oggi la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) ha confermato l’uccisione di un alto comandante degli insorti che fanno capo agli Haqqani in un’operazione scattata sabato nella provincia di Paktiya.
Nelle ultime ore la maggior parte delle operazioni dei militari delle forze della coalizione e di quelli afghani si è concentrata nella provincia di Paktiya e in quella vicina di Khost. In precedenza l’Isaf aveva già confermato l’uccisione di due responsabili per il traffico d’ armi e di materiale per la realizzazione di ordigni del clan Haqqani, identificati come Zubair e Qari Amil. Shabudin e Ibrahim, invece, sono altri due alti comandanti del gruppo che sono stati uccisi negli ultimi giorni. E nella provincia di Khost, l’offensiva contro i miliziani del clan Haqqani ha portato all’uccisione o alla cattura di 16 alti comandanti degli insorti nell’ultimo mese.
La rete degli Haqqani è guidata dall’ex comandante dei mujahidin Jalaluddin Haqqani e da suo figlio Sirajuddin. Quest’ultimo, secondo alcuni esperti, sarebbe una delle menti del cambiamento di strategia di attacco degli insorti, ora focalizzata sui rudimentali ordigni esplosivi improvvisati (Ied), disseminati lungo le strade del Paese, e sugli attacchi suicidi.
