Ahmadinejad: count down per la fine d’Israele
04 Giugno 2007
di Redazione
Il presidente iraniano ribadisce quanto già detto 26 ottobre 2005:
“Israele è ormai alla fine e presto dovrà rassegnarsi a scomparire sotto i
colpi di Hezbollah e dei palestinesi”.
L’“auspicio” di Ahmadinejad arriva%0D
mentre il potere giudiziario annuncia le confessioni di due intellettuali
iraniani, Haleh Esfandiari e Kian Tajbakhsh, con passaporto americano già
arrestati e accusati di spionaggio a favore di Washington.
Il
ritorno sulla scena di un presidente da qualche tempo insolitamente silenzioso,
la ripresa della retorica anti-israeliana e il rilancio di quella che molti
osservatori definiscono la “nuova guerra degli ostaggi” sembra preparare un
nuovo duro confronto tra Iran e Occidente. Quel confronto potrebbe spaziare
dalle questioni del nucleare e del conflitto iracheno fino agli agitati scenari
libanesi, dove la scadenza del 12 giugno, fissata dal Consiglio di Sicurezza,
aprirà la strada al tribunale internazionale incaricato di giudicare i
responsabili dell’assassinio del primo ministro Rafik Hariri. Il risveglio del
presidente e la sfida del potere giudiziario fanno dunque presagire nuove
imminenti tensioni.
