Al via comitato politico di Prc, si va verso la conta
19 Aprile 2008
di Redazione
Oggi al via il Comitato politico nazionale di Prc e si delineano le posizioni delle due principali anime del partito, che si ritrovano sulla comune bocciatura della proposta di Oliviero Diliberto di tornare all’unità dei comunisti.
Ma le parole di Giordano probabilmente non basteranno a scongiurare che al Cpn si andrà alla conta, sulla proposta di un comitato di gestione che sostituisca la segreteria fino al congresso.
Il segretario dimissionario spiega: “Non ho mai pensato allo scioglimento del Prc e sfido chiunque a trovare traccia del contrario”. Al contrario bisogna “valorizzare” la storia del partito, dice Giordano che rilancia l’idea di una “costituente” della sinistra, uno “spazio pubblico in cui tutte e tutti possano intervenire, pesare e decidere”, partendo dal fatto che “l’ipotesi federativa sperimentata con la Sinistra Arcobaleno si è rivelata impraticabile, dispendiosa di energie, senza risultati concreti e perdente”.
Parole apprezzate da Giovanni Russo Spena, che insieme a Paolo Ferrero ha lanciato la sfida in vista del prossimo congresso, ma che non mutano il quadro del Comitato politico. “Certamente è un passo avanti – dice Russo Spena – ma c’è comunque stato un tentativo di superare Prc. Oggi ci fa piacere che tutti si siano convinti che è necessario ripartire dal Prc, ma ormai sono come San Tommaso, non mi bastano le dichiarazioni”. Insomma, con ogni probabilità al Cpn di domani e domenica le minoranze chiederanno di sostituire la segretaria dimissionaria con un “comitato di gestione” che traghetti il partito fino al congresso, avendo peraltro i numeri per farlo. “Dopo una sconfitta così devastante – spiega Russo Spena – la segretaria le dimissioni le deve dare sul serio, altrimenti i militanti non capirebbero”.
Una richiesta “inaccettabile”, per gli uomini di Giordano. La (ex) maggioranza è pronta ad offrire tutte le garanzie di trasparenza verso il congresso, compresa la partecipazione di esponenti delle minoranze all’organizzazione del congresso. Ma la richiesta di un comitato di gestione al posto della segreteria viene vista come “un’aggressione che vuole ipotecare l’esito del congresso”, un gesto che “porterebbe lo scontro a livelli insanabili, peraltro con una logica non politica, ma da bande”. La lettura degli uomini di Giordano, infatti, è che dopo l’intervista del segretario dimissionario, come riconosce anche Russo Spena, le distanze politiche si sono ridotte, e che dunque non c’è necessità di sostituire immediatamente la segreteria, se non per gestire da una posizione di forza il percorso verso il congresso.
fonte: APCOM
