Albania. Berisha minaccia il leader dell’opposizione

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Albania. Berisha minaccia il leader dell’opposizione

23 Gennaio 2011

Si acuisce lo scontro in Albania, con la Guardia repubblicana sott’accusa per l’omicidio dei 3 manifestanti civili, mentre il governo ne prende le difese, rifiuta di eseguire gli arresti ordinati dalla Procura e avverte il leader dell’opposizione Edi Rama di rischiare di "essere punito in modo esemplare se tenterà un nuovo golpe".

Nel mirino della maggioranza è finita anche il procuratore Capo della Repubblica, Ina Rama, accusata questa sera dal premier Sali Berisha di "essersi schierata apertamente con l’opposizione". "In queste condizioni – ha annunciato Berisha – va istituita una commissione parlamentare d’inchiesta sul fallito colpo di Stato".

Dalle prime ore di sabato, la procura aveva emesso sei mandati di cattura per i massimi vertici della Guardia Repubblicana, tra cui anche il comandante Ndrea Prendi, che ha il grado di generale. I sei vengono accusati di "omicidio plurimo, uso eccessivo della forza e abuso d’ufficio". Il video trasmesso dalla emittente tv albanese «News 24», poche ore dopo gli scontri mostrava chiaramente i colpi partiti da un militare della Guardia dall’interno del cortile del palazzo di governo, e poi subito accasciati a terra, morti, due manifestanti.

La polizia invece si è ostinatamente opposta ad eseguire gli arresti, senza dare nessuna spiegazione pubblica. In giornata, dalla maggioranza partono gli attacchi alla Procura e il Procuratore capo Ina Rama accusata di essere diventata "parte del golpe organizzato dall’opposizione". Più tardi è lo stesso premier a dire che "arrestare i vertici della Guardia repubblicana sarebbe stata una decapitazione di quella struttura che ha il dovere di difendere le istituzioni, e quindi – ha ribadito Berisha – non avrebbe fatto altro che esortare i criminali ad attaccare di nuovo le istituzioni".

Inizialmente Berisha aveva sostenuto fosse stata l’opposizione socialista ad aver provocato essa stessa la morte dei propri dimostranti "colpiti con armi che non sono in dotazione alle nostre forze dell’ordine". Questa sera invece ha spiegato che il tutto è successo "nelle condizioni di un golpe. Sono state tre le vittime, ma potevano essere anche di più, o magari nessuna. Ma le circostanze erano tali", ha detto precisando che la Guardia Repubblicana ha solo rispettato il suo regolamento, nonstante le vittime siano state uccise fuori dal territorio del palazzo di governo.

Berisha, che nel pomeriggio ha ricevuto alcuni ambasciatori europei a Tirana, il capo delegazione dell’Ue, Ettore Sequi, oltre agli ambasciatori degli Stati Uniti, della Nato e dell’Osce, per discutere della grave crisi politica, ha parlato a lungo, nella riunione del governo, di quello che ormai ha definito "un tentativo di golpe".

Il premier non ha risparmiato i toni duri e minatori contro il leader dell’opposizione Edi Rama avvertendolo che "se ci riprova, riceverà una punizione esemplare, avrà quello che si merita un bandito. Nessun altro sarà punito, solo lui", ha minacciato il premier aggiungendo che "ci sarà zero tolleranza per chiunque osi toccare le istituzioni".

Immediata la reazione di Rama che dalla sede del suo partito ha replicato: "Non ci sarà nessun retromarcia. Io continuerò a portare avanti questa battaglia per il sogno europeo degli albanesi, un sogno preso in ostaggio dal regime dei ladri". L’opposizione infatti ha annunciato per venerdì prossimo una nuova protesta nella capitale. Ventiquattro ore dopo sarà Berisha a riunire i suoi, "la grande manifestazione contro la violenza", prevista in un primo tempo per mercoledì.