Albania. La Procura ordina l’arresto degli ufficiali che hanno ucciso i manifestanti

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Albania. La Procura ordina l’arresto degli ufficiali che hanno ucciso i manifestanti

22 Gennaio 2011

La Procura ha ordinato l’arresto di sei ufficiali della Guardia Repubblicana accusati di omicidio plurimo per la morte dei dimostranti alla manifestazione dell’opposizione di ieri. Lo ha detto il portavoce della Procura.

La Procura non ha fato sapere i nomi e gli incarichi degli ufficiali sott’accusa perché "la polizia non ha eseguito gli arresti, nonostante gli ordini siano stati emessi già nelle prime ore di questa mattina", ha precisato il portavoce. Nella notte gli inquirenti avevano acquisito un video trasmesso dalla emittente di Tirana "News 24" in cui si vedevano chiaramente membri della guardia repubblicana sparare dall’interno del cortile del palazzo di governo, ed anche l’uccisione in seguito di un civile.

Intanto, aumenta la rabbia e la preoccupazione per il futuro degli albanesi che da stamani hanno reso omaggio alle tre vittime per gli scontri durante la manifestazione anti-governativa di ieri davanti alla sede del governo a Tirana. "Hanno provocato la massa, quella di ieri doveva essere una manifestazione pacifica di protesta contro le cose brutte che questo governo fa", racconta Gerti, studente di 23 anni, che ieri ha preso parte alle dimostrazioni. "Ma non si può sparare contro la gente! La forza del governo non sta nelle armi e nei cecchini, ma nel dialogo, il popola va ascoltato", prosegue lo studente esprimendo anche la sua preoccupazione per quanto può accadere nei prossimi giorni.

"Qua può succedere di tutto, dipende da come reagiranno i politici, ma bisogna anche vedere cosa decidono di fare all’estero, se vogliono aiutarci". "È un governo di assassini, Sali Berisha è un assassino. La gente è disoccupata e arrabbiata", ha detto una donna dopo aver deposto un fiore sul luogo dove è morto uno dei tre. Le fa eco un disoccupato di 34 anni sostenendo che è una situazione "molto pericolosa".

Per il ministro degli Esteri Franco Frattini, interpellato dai cronisti sulla possibilità che i nuovi episodi di disordini a Tirana possano essere in qualche modo correlabili, come per un effetto domino, ai fatti di Tunisi e di altri paesi nordafricani, "sono situazioni del tutto diverse dal Nordafrica. L’Albania vive una fase grave di contrasto tra il governo e l’opposizione. Ci sono elezioni municipali importanti a Tirana in maggio. Questo alimenta la situazione politica". "Abbiamo detto che tutte le parti devono rientrare in un clima di normalità e soprattutto incitare i loro supporter a moderarsi ed evitare assolutamente qualsiasi provocazione", ha poi aggiunto Frattini, riferendosi alla situazione albanese, da Corvara in Val Badia dove sta trascorrendo un week end di sci con alcuni suoi colleghi Ue – Carl Bildt (Svezia), Janos Martonyi (Ungaria), Radoslaw Sikorski (Polacco), Michael Spindelegger (Austria) e Samuel Zbogar (Slovenia) – e dove nel pomeriggio è atteso anche l’arrivo dell’alto commissario Ue, Cathrine Ashton.