Alessandra Mussolini, tra Benito e Sofia

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Alessandra Mussolini, tra Benito e Sofia

12 Marzo 2008

Nelle stesse ore in cui il Paese reale si stracciava le vesti per la
candidatura nel PdL di Ciarrapico, reo di millantato fascismo, – ma voluto dal
Cav. in lista per segnare un punto a proprio favore contro Storace nel Lazio -,
il Paese televisivo poteva ammirare senza scandalo alcuno, e anzi con una buona
dose di divertimento, la performance in video di Alessandra Mussolini – ospite
a Otto e Mezzo – che a millantare non ci pensa proprio. Lei così lo è davvero: fieramente
partenopea, incontenibile, spiritosa, ma allo stesso tempo incalzante,
determinata, perspicace.

La leader di Azione Sociale, neo apparentata con il
Popolo della Libertà, ha dato il meglio di sé – come spesso accade – sul
piccolo schermo: manganellando i suoi avversari, senza risparmiare gli alleati.
Al suo confronto la Lorenzin, ma anche Dondolino, suoi compagni di tavola
rotonda, scomparivano; figuriamoci uno come Ciarrapico, del quale la Mussolini
ha ricordato le frequentazioni con lo stesso Partito Democratico che lo ha
crocifisso, costringendolo a imbarazzate rettifiche. Lei, al contrario,
imbarazzata non lo è mai stata, neppure da certi parenti: sua zia Loren, ad
esempio, deve essere stata fiera, vedendola prodursi ieri sera in una indimenticabile
narrazione della giornata in via dell’Umiltà, trascorsa in attesa delle
candidature, o nella caricatura del Casini transfugo dallo studio televisivo. Ma
anche gli altri, ben noti, congiunti avrebbero avuto motivo di vanto, vista la maschia
risolutezza con cui la bionda deputata è riuscita a evitare per sé e i suoi
quelli che ha definito i “posti saponati” nelle liste del PdL. E non bisogna
credere che la Mussolini faccia di tutt’erba un fascio: alla domanda di
Lanfranco Pace su Daniela Santanchè ha risposto senza esitare con una battuta fulminante,
rubata alla pubblicità, ma così letale da seppellirne le sorti politiche: “se
la conosci, la eviti”.

Tanto furiosa da risultare ironica, tanto schietta da essere
attoriale, tanto chiara e netta da potersi permettere di prendersi in giro da
sola, e meglio di chiunque altro abbia provato a farlo. Solo lei è così,
credibile ed esilarante: come quando ha affermato di aver intimato a “sua
sorella”  Nilde – il personaggio di
comunista con la coppola e la kefiah, pecora nera di famiglia, che ha inventato
e messo in scena per “Bombay” – di restare a casa per tutta la campagna
elettorale, scongiurando la sua candidatura nelle fila di Ferrando. Alessandra Mussolini
è una felice sintesi tra moschetto e telecamera, tra Benito e Sofia, tra l’ardimentoso
e il pop. Altro che proclami nostalgici: se vuole che il Popolo (della libertà)
lo segua, anziché indietreggiare, Ciarrapico dovrebbe prendere esempio.