Alfano a Marino: 500 militari a Roma, sicurezza nella Capitale è priorità

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Alfano a Marino: 500 militari a Roma, sicurezza nella Capitale è priorità

21 Febbraio 2015

Durante la riunione al Viminale di sabato mattina, il ministro dell’interno Alfano ha comunicato al sindaco di Roma, Marino, che stanno arrivando nella Capitale 500 militari, affermando che Roma è “una priorità nazionale sul tema della sicurezza e dell’ordine pubblico” e per questo “la sicurezza della Capitale sarà ulteriormente potenziata”. Ulteriore potenziamento verrà da una legge che riguardi specificamente il “contrasto al degrado urbano e il diritto alla vita sicura nelle città italiane”.

“Cinquecento militari in più per presidiare Roma, oltre al riconoscimento della sicurezza della Capitale come priorità nazionale. Angelino Alfano risponde così, con i fatti e con misure efficaci e concrete, alle ingiuste e ingenerose accuse mosse in questi giorni da chi affetto da protagonismo sa soltanto criticare”, commenta il presidente del gruppo di Area Popolare al Senato, Renato Schifani. “La sicurezza è un tema prioritario di questo governo e le decisioni prese questa mattina unite a quelle varate ultimamente all’interno del decreto antiterrorismo sono la conferma dell’ottimo lavoro che sta svolgendo l’Esecutivo ed in particolare il ministero dell’Interno”.

Secondo il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Lupi, le accuse rivolte ad Alfano dopo la calata su Roma dei barbari del Feyenoord, “sono ridicole”. Parlando con i giornalisti al Sestriere a margine dei lavori della Winter School, Lupi ha spiegato: “Chiedere le dimissioni di Alfano è come tornare alle favole di Esopo, oppure agli slogan del ’68 che tutto riconducevano al governo: ‘piove, governo ladro’. E’ come dire che oggi qui al Sestriere nevica, e dunque è colpa di Alfano”. Lupi ha giudicato “vergognoso” ciò che è accaduto nella Capitale, “ed è giusto che siano accertate le responsabilità”. “E’ quanto intende fare il nostro ministro dell’Interno, perché è inaccettabile una devastazione di quella portata”, ha concluso il ministro, “ma chiedere le sue dimissioni per quella devastazione è davvero ridicolo”.