Alfano: “ingiusta la gogna mediatica delle intercettazioni” per gli innnocenti
31 Gennaio 2009
di Redazione
Non si ferma la polemica delle intercettazioni. Al Palazzaccio di Roma di riuniscono le alte cariche dello Stato per discutere la questione.
Secondo il Primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, “il principale problema della questione intercettazioni è nella loro abnorme e poco giustificata reiterazione nel tempo. Dovrebbero essere vietate le proroghe se nel periodo inizialmente stabilito non si sono raggiunti risultati apprezzabili, tranne casi eccezionali rigorosamente motivati”.
Di diverso avviso il nuovo Procuratore generale, Vitaliano Esposito, secondo cui le intercettazioni telefoniche sarebbero “strumenti utili per il contrasto a diversi fenomeni criminali e ancora di più necessari per le indagini sulla criminalità organizzata o finalizzate alla cattura di latitanti, in un periodo storico in cui il contributo dei collaboratori di giustizia è estremamente ridotto”.
Il Guardasigilli Alfano si preoccupa invece per il fatto che le normative attuali in materia di intercettazioni consentono alla legge italiana di mettere alla “gogna mediatica” un cittadino prima ancora che questi abbia commesso il fatto.
