Alfano: “Tra Renzi e Salvini c’è una prateria, siamo noi a rappresentarla”

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Alfano: “Tra Renzi e Salvini c’è una prateria, siamo noi a rappresentarla”

14 Dicembre 2014

Il leader di Ncd e ministro dell’Interno Alfano parla a In Mezz’ora su Rai3, rivendicando la scelta che ha portato alla nascita dei gruppi unici di Area Popolare: "Siamo già oltre 70 parlamentari e potrei dire che siamo determinanti, tra Renzi e Salvini c’è una prateria ed è quello che noi vogliamo rappresentare".

Alfano parla della partita per il Colle, di lotta alla corruzione e dei riposizionamenti all’interno del centrosinistra e del centrodestra. Una "scelta comune" con Forza Italia per il presidente della Repubblica è possibile, anzi, "auspicabile", perché il nuovo presidente dovrà essere una figura di garanzia, che possa ottenere "i voti del Pd, i nostri e quelli di Forza Italia". "E’ un bene per la democrazia e per le istituzioni", chiosa il ministro. Insomma, l’area popolare sul Quirinale ha le idee chiare; l’auspicio è che Renzi "non non ponga la questione in termini di partito".

Dopo i nuovi scandali romani, sottolinea Alfano, "abbiamo tutto l’interesse a cacciare i ladri e i corrotti", dicendosi favorevole agli sconti di pena per chi collabora e rompe il muro dell’omertà. Il ministro rivendica di aver già chiesto nei mesi scorsi al Viminale di studiare l’applicazione di norme sulla dissociazione per favorire la lotta alla mafia e contro il terrorismo, e aggiunge: "ho il copyright rispetto ai beni confiscati alla mafia".

Ma è ora di fare, non di rimpallarsi le responsabilità. La sinistra ha governato per lungo tempo l’Italia e non può fregiarsi di un "primato morale" rispetto ad altre forze politiche: "facciano autocritica o vadano dallo psicologo". Del resto, certo senza auspicarle, "le condizioni politiche per una scissione nel Pd ci sono tutte" e nei vent’anni che ci lasciamo alle spalle esperienze come l’Ulivo si sono rivelate "un caravanserraglio", con governi caduti per le bordate arrivate da pezzi della sinistra. "Non vorrei che questa profezia di sciagura si avverasse anche con Renzi".

Guardando a destra e alla ipotesi di una candidatura Meloni a sindaco di Roma, infine, Alfano taglia corto, mettendo in guardia dall’asse tra destra nazionale e leghismo lepenista: "Candidarsi a sindaco della Capitale dicendo di essere contro l’euro e in alleanza con Salvini non mi pare possa essere compatibile con la nostra impostazione".