Alitalia, l’ad Prato: “La compagnia è in coma”
25 Settembre 2007
di Redazione
Non sembra esserci rimedio allo “stato comatoso” di Alitalia,
se non procedere all’attuazione del piano industriale, in collaborazione con i
sindacati, e poi alla successiva privatizzazione della società di bandiera. È quanto
ha annunciato il nuovo amministratore delegato, Maurizio Prato, durante la sua
prima audizione.
“Alitalia – ha constatato il manager – è in uno stato
comatoso, si trova in camera di rianimazione e mi sorprende molto il pressoche’
generale rifiuto di prendere coscienza della realtà”. Prato si è inoltre detto
stupito del fatto che “un’azienda in queste condizioni non sia messa in grado
di fare delle scelte autonome e individuali anche per individuare delle scelte
di sopravvivenza”. Per quanto riguarda la cessione della quota del Tesoro,
prato ah annunciato che: “Entro la prima decade di ottobre finirà le fase di
‘scouting’ per individuare una rosa di potenziali acquirenti della quota
pubblica dell’aviolinea”.
Intanto, sono stati contattati tutti i partecipanti alla
gara ormai fallita, le grandi compagnie europee e i principali vettori
asiatici, nordamericani e degli Emirati. Invece, sulla vicenda di Malpensa,
Prato ha confermato la validità del piano industriale e, a ulteriore
testimonianza della necessità di ridimensionare la presenza dell’Alitalia sullo
scalo milanese, Prato ha reso noto che si intende ridurre il “feederaggio”
verso l’aeroporto in questione che Malpensa, che costa tra i 150 e i 200
milioni all’anno. “Il problema di Malpensa – ha spiegato Prato – è proprio
quell’attività di ‘feederaggio’ in fortissima perdita: tutti gli aerei che
fanno feederaggio su Malpensa per i voli intercontinentali sono vuoti e
ripartono vuoti”.
Di diverso avviso il presidente della Regine Lombardi,
Roberto Formigoni, che ha annunciato l’intenzione di voler ricorrere alla
Commissione europea contro il piano per la sorte riservata a Malpensa.
