Alitalia. Oggi sindacati a Palazzo Chigi
10 Aprile 2008
di Redazione
Utilizzo degli ammortizzatori sociali per gestire gli esuberi già previsti dal piano Prato e un ruolo di Fintecna nell’assorbire le attività di terra che dovessero rimanere fuori dalla nuova società. Queste le carte che il governo potrebbe presentare ai sindacati.
L’incontro è previsto per oggi alle 10.30 a palazzo Chigi al quale saranno presenti per il governo, il sottosegretario Enrico Letta, il sottosegretario all’Economia, Massimo Tononi (il titolare del dicastero Tommaso Padoa-Schioppa sarà impegnato a Washington con i lavori del G7), il ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani e quello del Lavoro, Cesare Damiano. Un faccia a faccia fortemente voluto dalle nove sigle e convocato al termine della difficile mediazione condotta da Letta per ricucire la trattativa. In mattinata Letta ha visto di nuovo il neo presidente di Alitalia Aristide Police per fare il punto della situazione mentre la compagnia ha convocato i sindacati per martedì 15. In serata intanto si è svolto a palazzo Chigi un vertice tra lo stesso Letta, i ministri dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa e dei Trasporti, Alessandro Bianchi e il sottosegretario all’Economia Massimo Tononi.
E a ridare un po’ di linfa al negoziato è arrivata la certificazione, ieri, da parte del consiglio di amministrazione della compagnia sulla continuità aziendale che, però solo per pochissimo, circa due mesi, sarebbe garantita. Tuttavia i franco-olandesi hanno ribadito due giorni fa che il piano presentato è l’unico che può permettere il ritorno di Alitalia alla crescita redditizia in breve tempo. Quindi i margini di manovra non sono molti e i sindacati, che hanno confermato la volontà di riprendere il confronto, potrebbero essere costretti a fare dei passi indietro rispetto alla proposta che ha causato l’abbandono delle trattative da parte di Jean Cyril Spinetta. Inevitabilmente, a questo punto, la partita si deciderà dopo le elezioni ma già domani si potrebbe capire se quello con Air France-Klm è un capitolo che può riaprirsi oppure no. Difficile comunque che domani si possa giungere ad accordi concreti ma si potrebbero mettere le basi per un pre-accordo valido dopo le elezioni.
Tra le ipotesi in circolazione per quanto riguarda la gestione degli esuberi, a quanto si apprende, potrebbe essere valutato l’utilizzo della normativa sull’amianto prevista dalla legge 257/92. Sulla base di questa normativa potrebbero andare in pensione già ora circa mille dei 2mila esuberi previsti. Questo perché la norme prevedono che chi è stato a contatto con l’amianto può andare in pensione qualora abbia almeno 52 anni e 20 anni di contributi. Le figure interessate sono piloti, assistenti di volo e tecnici della manutenzione. A rendere concreta questa ipotesi il fatto che sono state già vinte cinque cause dai lavoraratori.
“Ci aspettiamo che il governo sia disposto a ragionare nel merito della nostra proposta e il punto di vista del sindacato – ha detto il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi – il governo deve convincersi che la vendita di Alitalia non è la vendita di un’azienda di abbigliamento e che questa vicenda interessa tutto il Paese”. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha auspicato “una ripresa rapida del confronto diretto con il presidente di Air France Jean Cyril Spinetta, dopo l’incontro di domani con il Governo”. Per il segretario generale della Fit Cisl, Claudio Claudiani, “Il governo si deve impegnare per facilitare il negoziato su Alitalia”. Secondo il segretario nazionale dell’Ugl, Roberto Panella, per arrivare a un accordo su Alitalia occorre riportare il confronto con Air France-Klm in sede istituzionale.
fonte: APCOM
