Alla Francescato non funziona l’auricolare che la collega a Pecoraro
21 Luglio 2008
Gli analisti dicono che il Pd prende voti tra chi ancora non lavora (gli studenti), tra chi non lavora più (i pensionati) e tra chi lavora poco (gli statali)” Dice Antonio Polito sul Riformista (21 luglio) Il vecchio Carletto Marx diceva che l’essere sociale condiziona la coscienza, in questo senso è difficile immaginare anche fisiognomicamente un leader più credibile per chi non lavora o lavora poco, di Walter Veltroni.
“Il tema delle alleanze è un tema forte” Dice Grazia Francescato all’Unità (21 luglio) Ogni tanto la vecchia e neoleader dei Verdi risponde alle domande che le vengono rivolte con un tono particolarmente generico (“è un tema forte”, “non ci sono più le mezze stagioni”, “la situazione è complessa”). E’ quando non le funziona l’auricolare che la collega a Pecoraro Scanio
“Non si era mai vista un purga staliniana ai danni del presidente di un’autorità amministrativa indipendente” Dice Massimo Giannini su Affari & finanza (21 luglio) Purga staliniana modificare la composizione di un consiglio per fare spazio a uno della Lega? Senza dubbio il governo ha agito con leggerezza, ma si può arrivare a parlare di purga staliniana solo se il proprio editore ha qualche interesse per qualche centrale di produzione di energia
“Mi immagino una piramide. Al vertice superiore Berlusconi, Dentro la piramide, uno stretto all’altro, a diversi livelli d’influenza, Gianni Letta, Luigi Bisignani, Scaroni, Cossiga, Pollari. E’ il network che, per quel che so, accredita Berlusconi presso l’amministrazione americana. Io non esito a definire questa lobby un network eversivo che agisce senza alcuna trasparenza e controllo” Dice Giuliano Tavaroli alal Repubblica (21 luglio) Il povero D’Avanzo, che ha messo insieme una strana intervista a Tavaroli, è stato tradito dai suoi amichetti della procura di Milano che non gli hanno voluto incriminare il nemico Tronchetti (la cui testa era stata promessa a De Benedetti). Gli tocca così infilarsi nell’immondizia più di un Bertolaso. Risultati scarsini: l’accusa a una lobby berlusconiana di avere voluto accreditare negli Stati Uniti il presidente del Consiglio.
