Allarme prezzi. Premio nobel Spence: scarsità di cibo riduce capacità dei bambini

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Allarme prezzi. Premio nobel Spence: scarsità di cibo riduce capacità dei bambini

23 Maggio 2008

Un nuovo, drammatico effetto della crescita mondiale dei prezzi alimentari: la scarsità di cibo riduce le capacità intellettuali dei bambini.

Lo ha spiegato oggi a Bruxelles Michael Spence, premio Nobel per l’economia e professore dell’università di Stanford, che ha guidato un prestigioso gruppo di studio che ha prodotto una relazione sulle strategie per la crescita economica.

"Nell’elaborare questo studio – ha spiegato Spence oggi un una conferenza stampa a Bruxelles – è stato provato un dato che ci ha estremamente preoccupati, per la sua ingiustizia e per i suoi effetti: la crescita del prezzo degli alimenti sta creando in alcune zone del mondo nuove scarsità alimentari ed abbiamo accertato che la malnutrizione protratta nel tempo riduce le capacità di apprendimento dei bambini".

Di più sulla questione Spence non ha detto, presentando questo studio sponsorizzato dalla Commissione europea ed al quale ha partecipato anche la commissaria alle Politiche regionali Danuta Hubner. A ricerca, primo passo di una serie che si svilupperanno nel tempo, era tesa a capire cosa hanno in comune le economie dei paesi fino a qualche decennio fa, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, poveri e che sono poi stati protagonisti di una costante crescita economica.

Non esistono soluzioni miracolistiche per favorire la crescita, sottolinea la ricerca, ed ogni caso ha bisogno di un mix specifico che prenda in considerazione le caratteristiche del Paese. Sono cinque però le caratteristiche comuni trovate a paesi come Cina, Brasile, Oman, Malta, Malesia, Giappone, Corea Indonesia, Hong Kong, Taiwan, Tailandia, Botswana, Singapore, ognuno dei quali ha avuto una vigorosa crescita dagli anni ’50 ad oggi:

1) Leadership e governance, politiche svolte in maniera paziente e per tentativi sperimentali, pronti a fallire e a ripartire, con una buona amministrazione pubblica e trovando il sostegno dei cittadini con politiche inclusive;

2) Apertura al Mondo, le politiche autarchiche hanno scarso respiro, mentre l’interazione internazionale è decisiva;

3) Investimenti, pubblici e privati che arrivino almeno al 25% del pil;

4) Ambiente ed energia, perchè l’inquinamento alla lunga è un costo ed è meglio, anche se non necessariamente da subito, investire in tecnologie energeticamente efficienti che rispettino l’ambiente;

5) Urbanizzazione, che non è di per se un danno secondario della crescita, se è ben gestita con politiche urbanistiche corrette.