Almunia (Ue): le turbolenze nei mercati non sono finite

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Almunia (Ue): le turbolenze nei mercati non sono finite

25 Ottobre 2007

Le turbolenze nei mercati finanziari non sono finite e non è ancora possibile valutarne l’impatto sull’economia. È di questa opinione il commissario Ue Joaquin Almunia.

«Le turbolenze non sono ancora superate e stiamo ancora valutandone gli effetti», ha indicato in una conferenza aggiungendo comunque che «è chiaro che le prospettive economiche per i due anni a venire saranno meno favorevoli di quanto ci aspettassimo prima dell’estate».

Almunia ha ribadito come «i rischi di deterioramento siano aumentati anche se la forza dei fondamentali aiuterà a ridurre l’impatto delle attuali incertezze». Indicazioni positive provengono sia dalla forte crescita passata sia dalla creazione di nuovi posti di lavoro, 3,5 milioni in Europa solo nel 2006 senza contare il calo della disoccupazione, al più basso livello degli ultimi quindici anni. Inoltre sia la crescita dell’occupazione che la crescita dell’economia nella Ue ha superato quella americana per quattro trimestri consecutivi.

In settembre Bruxelles ha comunque rivisto al ribasso le stime del pil 2007 al 2,5% per l’eurozona e al 2,8% per la Ue. Il 9 novembre si appresta a ridurre quelle per l’anno prossimo visti l’influenza della restrizione delle condizioni finanziarie, l’aumento dei prezzi del petrolio e di altre materie prime e alla debolezza del settore immobiliare americano.

La Commissione Ue tuttavia non è pessimista per quattro motivi: produttività in miglioramento, inflazione da salari sotto controllo, solidi bilanci delle imprese. Ciò dovrebbe sostenere i consumi. Inoltre bisogna tenere conto della crescita globale stimata dal Fmi al 5,2% quest’anno e al 4,8% nel 2008. Siamo cioè al quinto anno consecutivo di crescita globale superiore o al 4,8%. «Le nostre stime indicano che le esportazioni europee sono più condizionate dall’andamento del commercio globale che non dai movimenti dei tassi di cambio», ha precisato Almunia.