Home News “Altro che enclave di reduci, Ncd fulcro di un grande movimento popolare”

Seguendo la stampa

“Altro che enclave di reduci, Ncd fulcro di un grande movimento popolare”

Come riuscire a favorire una sintesi tra le due indicazioni weberiane dell’etica dei principi e dell’etica della responsabilità? E’ questo, secondo il coordinatore nazionale del Nuovo centrodestra, Gaetano Quagliariello, lo sforzo politico che dovrà sostenere il suo partito:non replicare i modelli leaderistici fallimentari sperimentati con il Pdl e tenereferma l’attenzione su principi e valori non negoziabili.

Quagliariello, tuttavia avete rischiato di grosso con la lista di candidati alle elezioni europee della circoscrizione meridionale: l’europarlamentare uscente Mazzoni l’ha definita imbarazzante e il governatore calabrese Scopelliti ha tentato di far saltare il tavolo. Come si fa ad evitare che un inciampo iniziale possa pesare poi come peccato originale per il vostro futuro politico?

“Erminia è tra le migliori risorse politiche del Mezzogiorno. Da una parte non ha gradito la composizione della lista,ma dall’altra ha avvertito tutta la responsabilità del suo ruolo di dirigente di Ncd, comprendendo che per non far perdere forza magnetica ad un’area che, diversamente, rischierebbe di sbriciolarsi, occorre accettare logiche di condivisione. Per questo Alfano ed io le abbiamo chiesto di assumere un impegno per il territorio e a livello nazionale. Dunque, il caso Mazzoni non è mai stato aperto”.

E’ sufficiente questo per dire che avete risolto ogni problema, dopo ciò che è accaduto con Scopelliti?

“Fino a sentenza definitiva una persona ha il diritto di chiedere il giudizio dell’elettorato per quanto ritiene di aver fatto politicamente e amministrativamente. Ma qui subentra anche il nostro tratto di novità: a tutto questo si arriva con le dimissioni da governatore che, credo, Scopelliti farà pervenire nelle prossime ore e sapendo distinguere il verdetto del popolo da quello dei giudici, dato che il primo non può essere sostitutivo del secondo. Non accetterò mai, soprattutto al Sud, che prevalga la logica che Ncd sia un marchio da concedere in franchising, da appaltare ai cacicchi locali in cambio della legittimazione del vertice istituzionale”.

Insomma, il rischio è che Ncd sia avvertita come una sorta di piccola Forza Italia?

“Peggio: i nostri avversari vorrebbero farci sembrare una sorta di enclave di reduci. Invece,Ncdèil fulcro di un grande movimento popolare.Nessuno pensi di ripercorrere le stesse logiche di Forza Italia in piccolo.Mi rendo conto che tutti noi veniamo da quella esperienza e lavoriamo con materiale umano abituato a determinate logiche, ma per questo lo sforzo di novità deve essere maggiore. Certo, non bisogna cedere a tentazioni giacobine e centraliste. Il mio ruolo è di garanzia proprio perché è connesso al superamento di questo retaggio e per affermare un nuovo stile. Altrimenti sarò pronto a consegnare le chiavi”.

Se le urgenze istituzionali spingono ad accordarsi con il Pd a livello nazionale, non si comprende perché in Campania, in alcuni Comuni, l’intesa diventi addirittura elettorale. Di questo passo, come farete a convincere gli elettori che il Nuovo centrodestra sia davvero alternativo alla sinistra?

“La prima sfida sarà dimostrare che l’intesa con l’Udc alle europee è il primo passo di un progetto ambizioso: creare un nuovo magnetismo per un’area moderata altrimenti soggetta a dispersione. Per il resto, quanto avviene nei Comuni è dovuto non ad incoerenza, ma è l’effetto più immediato della disgregazione politica in atto, soprattutto nel Mezzogiorno. Il problema è un altro: possiamo pensare di ricostruire uno schieramento alternativo alla sinistra quando sull’Europa, sulla sicurezza, sui migranti dobbiamo confrontarci con il puntiglio della Lega e con quello di una parte di Forza Italia e di Fratelli d’Italia?”.

Dunque, Ncd non è più di centrodestra, ma si riposiziona in un ruolo centrista?

“No, essere nella metà campo destra oggi significa stare con la Le Pen o in alternativa con Jean-François Copé, con Rajoy in Spagna o con i neofranchisti. Significa anche scegliere fra un centrodestra europeo e una destra che occhieggia al grillismo”.

Com’è andata la storia della lettera dei 16 senatori Ncd contro Alfano?

“Il caso è stato brillantemente risolto: prima della lettera eravamo 32 senatori, ora siamo 33, uno in più. Comunque, c’era solo una bozza corretta a penna, peraltro garbata e costruttiva, mai giunta ad Alfano. E’ lecito discutere di candidature prima delle liste, ma non con documenti strumentalizzabili. D’altra parte, nonostante il partito sia nuovo, ma abbiamo mantenuto tutte le promesse: abbiamo celebrato un vero congresso democratico e d’ora in poi non ci saranno più nominati. Dopo le elezioni celebreremo i congressi regionali e provinciali e il mio stesso incarico sarà ratificato dall’assemblea nazionale”.

(Tratto da Corriere del Mezzogiorno)
 

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here