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Amnesty ora dice all’Ue di fermare la caccia ai rom

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Continua a tenere banco la questione dei rom in Italia. E stavolta, a prendere posizione in merito è Amnesty che "consiglia" all'Europa di "tenere d'occhio" l'Italia.

Amnesty ritiene che il Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Interni della Ue, che si riunisce oggi e domani a Bruxelles, dovrebbe condannare "gli atti di discriminazione contro la comunità dei Rom in Italia, culminati con l'obbligo della raccolta delle impronte digitali, anche per i bambini". Peccato che le impronte digitali, secondo quanto inserito nel maxiemendamento che contiene la Manovra, siano diventate obbligatorie per tutti: stranieri e non, rom e italiani.

Il direttore dell'Ufficio europeo di Amnesty International Nicolas Berger ha dichiarato che "dopo le critiche della Commissione e del Parlamento europei, è tempo che gli Stati membri prendano posizione contro quella che è diventata una campagna a tutto tondo contro i rom". La nota diffusa dall'Organizzazione è titolatata così: "Stop alla caccia contro i rom in Italia".

"La raccolta delle impronte digitali dei rom per motivi di pubblica sicurezza è solo l'ultima di una serie di politiche discriminatorie adottate dalle autorità italiane" ha aggiunto Amnesty International, per cui la decisione di estendere questo obbligo a tutta la popolazione italiana dal 2010 "non cambia nulla se, come è stato dichiarato, la schedatura dei Rom proseguirà nel frattempo".

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