Amnesty ora dice all’Ue di fermare la caccia ai rom

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Amnesty ora dice all’Ue di fermare la caccia ai rom

24 Luglio 2008

Continua a tenere banco la questione dei rom in Italia. E stavolta, a prendere posizione in merito è Amnesty che "consiglia" all’Europa di "tenere d’occhio" l’Italia.

Amnesty ritiene che il Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Interni della Ue, che si riunisce oggi e domani a Bruxelles, dovrebbe condannare "gli atti di discriminazione contro la comunità dei Rom in Italia, culminati con l’obbligo della raccolta delle impronte digitali, anche per i bambini". Peccato che le impronte digitali, secondo quanto inserito nel maxiemendamento che contiene la Manovra, siano diventate obbligatorie per tutti: stranieri e non, rom e italiani.

Il direttore dell’Ufficio europeo di Amnesty International Nicolas Berger ha dichiarato che "dopo le critiche della Commissione e del Parlamento europei, è tempo che gli Stati membri prendano posizione contro quella che è diventata una campagna a tutto tondo contro i rom". La nota diffusa dall’Organizzazione è titolatata così: "Stop alla caccia contro i rom in Italia".

"La raccolta delle impronte digitali dei rom per motivi di pubblica sicurezza è solo l’ultima di una serie di politiche discriminatorie adottate dalle autorità italiane" ha aggiunto Amnesty International, per cui la decisione di estendere questo obbligo a tutta la popolazione italiana dal 2010 "non cambia nulla se, come è stato dichiarato, la schedatura dei Rom proseguirà nel frattempo".