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Apple ha rivoluzionato l’informatica senza cancellare la privacy

Trentatré anni dopo aver contribuito ad aprire l’era del personal computer, il numero uno della Apple Inc., Steve Jobs, è ancora sulla cresta dell’onda. Sotto la sua supervisione, la compagnia ha cambiato il mondo della musica digitale con iPod e iTunes, e ha dato una scossa all’industria della telefonia mobile con il suo iPhone. In aprile Jobs ha lanciato l’iPad, un tablet che – garantisce – darà il via alla prossima rivoluzione informatica.

Jobs ne parla con Walt Mossberg e Kara Swisher: le origini dell’iPad, dove potrebbe arrivare e come Apple considera la privacy del cliente. Di seguito, alcuni estratti della discussione.

MR. MOSSBERG: In passato, hai sostenuto che un tablet non era una buona idea. Un’altra volta hai detto che non ti saresti mai messo a costruire un telefono perché poi avresti dovuto faticare a venderlo – ti riferisti ai “cinque orifizi”...

MR. JOBS: Sì. È vero. Mi sembra di aver detto quattro.

MR. MOSSBERG: Le compagnie telefoniche.

MR. JOBS: Abbiamo trovato il modo di fare le cose in un altro modo. Abbiamo trovato il modo di fare il tipo di telefono che volevamo, e di realizzarlo esattamente secondo i nostri desideri: avere il controllo di quello che c’è sopra il telefonino, invece di lasciare quel controllo in mano alla compagnia telefonica.

Ciò che ricordo di averti detto circa il tablet è che scrivere con la mano è probabilmente il modo più lento di scrivere che abbiano mai inventato, e che una tale innovazione è condannata al fallimento. Quel che abbiamo fatto noi è stato ripensare radicalmente la tavoletta. Credo che Microsoft abbia fatto un ottimo lavoro sulla tavoletta-Pc. Quello che abbiamo fatto noi non è stato competere con quel che hanno fatto loro. Come ben saprai, loro si sono affidati completamente alla pennetta. Quel che ci siamo detti noi, è stato: se hai bisogno di una pennetta, hai già fallito.

Da ciò è seguito tutto il resto. Il loro tablet era basato su un Pc. Aveva tutti i costi di un Pc, la durata della batteria di un Pc, il peso di un Pc. Usava un sistema operativo da Pc. Non poteva fare a meno del tipo di precisione fornita da una freccia o da un cursore.

Nel momento in cui butti via la pennetta, non puoi avere quella precisione. Di conseguenza, hai bisogno di un software completamente diverso. Quindi non puoi usare un sistema operativo da Pc, devi stringere i denti e dirti: dobbiamo creare questa cosa dal nulla, perché un’ applicazione per Pc non funzionerebbe, comunque venisse riscritta. E così, abbiamo costruito qualcosa di completamente diverso.

MR. MOSSBERG: Quando hai costruito questo sistema operativo multitouch, non lo hai fatto su un tablet bensì su un telefonino. Già pensavi di fare una tablet quando hai fatto l’iPhone?

MR. JOBS: Ti svelerò un segreto. In realtà, sono partito dall’Ipad. Stavo pensando alla possibilità di fare a meno della tastiera, così chiesi ai nostri ragazzi: “Possiamo tirar fuori un display multitouch con cui si possa scrivere?”. Dopo sei mesi, mi chiamarono e mi mostrarono un prototipo di un tale display: era stupefacente. Ciò accadde all’inizio degli anni Duemila.

Passai il tutto a un altro dei nostri bravissimi tecnici UI (user interface, ndr). Mi chiamò qualche settimana dopo, aveva creato uno scroll inerziale e qualche altra cosa. Pensai subito: “Mio Dio, possiamo tirarne fuori un telefono”. Misi il progetto del tablet su uno scaffale, perché il telefono era più importante. Quando la fase telefonino è passata, abbiamo ripreso in mano la tavoletta, preso tutto quello che avevamo imparato dal nuovo telefonino e siamo tornati al lavoro su quel progetto.

MS. SWISHER: Dove arriverà il tablet? Si raccontano un sacco di storie su di te che vai dagli editori e parli di questa cosa come della salvezza del giornalismo.

MR. JOBS: Tra le mie convinzioni c’è quella che ogni democrazia dipende da una libera e sana stampa, e quando penso alle realtà giornalistiche più importanti di questo paese – pubblicazioni come il Washington Post, il New York Times, il Wall Street Journal – beh, sappiamo tutti quello che sta accadendo ai loro affari e ai loro bilanci. Non voglio vedere questo paese abbassarsi a una nazione di bloggers. Se posso fare qualcosa per aiutare le organizzazioni impegnate nella raccolta e nella diffusione delle informazioni a trovare nuove forme per comunicare, e quindi a trovare nuove risorse grazie alle quali possano mantenersi e non venir meno alla loro funzione, ebbene, lo faccio con entusiasmo.

MS. SWISHER: Credi che funzionerà?

MR. JOBS: Tutti noi ci siamo spostati sul web per leggere le notizie. Adesso la cosa che bisogna fare è trovare il modo per far sì che la gente cominci a pagare per questo contenuto di indiscutibile valore. Non so cosa funzionerà alla fine, ma la più grande lezione che Apple abbia imparato è: dai un prezzo aggressivo e punta sul volume. Io credo che la gente sia disposta a pagare per i contenuti. L’ho creduto per la musica, lo credo per i media e in particolare per le informazioni.

MR. MOSSBERG: La tavoletta rimpiazzerà il laptop?

MR. JOBS: Quando eravamo un paese agricolo, tutti i veicoli erano autocarri, perché di quello avevi bisogno in una fattoria. Ma quando si cominciò a utilizzare i veicoli nei centri urbani, le automobili divennero più diffuse. Innovazioni come la trasmissione automatica, il servosterzo e tutte quelle cose di cui non ti importa molto in un camion, cominciarono a diventare irrinunciabili su un’automobile.

I Pc stanno per diventare come gli autocarri. Continueranno a esserci, continueranno ad essere importanti, ma si avviano ad essere usati soltanto da una persona su X persone. Io credo che siamo già in questa fase. Il prossimo passo è l’iPad? E chi lo sa? Il cambiamento ci sarà l’anno prossimo, o tra cinque, o tra sette anni? In ogni caso, penso che la direzione sia questa.

MS. SWISHER: Ci sono delle cose che, secondo te, stanno cambiando già adesso?

(Jobs risponde a una domanda dalla platea, in cui si chiede se il servizio di At&T per l’iPhone migliorerà, e in che tempi)

MR. JOBS: Ridono di me perché ho usato la parola “magico” per descrivere l’iPad. Però è proprio ciò che penso. Hai una interazione assai più diretta e immediata con Internet, i media, le tue applicazioni, i tuoi contenuti. E’ come se fosse stato rimosso qualche passaggio intermedio.

Sarà l’azione diretta? Sarà che puoi portarlo ovunque? Sarà che non sei intralciato da cavi né da un limite di dieci ore della batteria? Non lo so. Sono tutte queste cose più altre che ancora non ho compreso. Credo che stiamo appena scalfendo la superficie del tipo di applicazioni che abbiamo costruito. Credo che si possano creare tantissimi contenuti per la tavoletta.

MR. MOSSBERG: C’è molta gente che non crede che questo tipo di dispositivi – ad esempio quando si tratta di digitare – sia adatto alla creazione di testi.

MR. JOBS: La vera domanda è perché lo credano. Potresti dire: “Quando dovrò scrivere quel rapporto di 35 pagine, userò la mia tastiera Bluetooth”, ma è solo l’1% del tempo che uso l’iPad. E’ una prospettiva di assai corto raggio quella che fa dire che questi strumenti non possano svilupparsi.

MR. MOSSBERG: Sembra che in futuro ti dedicherai alla pubblicità.

(Jobs risponde a una domanda sulla raccolta di dati personali e la loro archiviazione raccontando un aneddoto sulla Flurry Analytics).

MR. JOBS: Vogliamo aiutare i produttori di software a fare soldi, in modo che possano continuare a fornire ai clienti applicazioni a basso prezzo o anche gratis. E’ questo quello che facciamo. Con la pubblicità non faremo grandi incassi.

Con i telefoni cellulari sta accadendo qualcosa di molto interessante. Non stanno replicando il monitor di un home computer, o un laptop. Se la gente vuole trovare un ristorante dove andare la sera, non si mette a digitare “giapponese” o “Palo Alto” su un motore di ricerca, userà Yelp o un’altra applicazione di suo gusto. La pubblicità sulle applicazioni adesso è fatta con i banner; ne tocchi uno, e qual è la prima cosa che fanno?

MR. MOSSBERG: ti portano a una pagina Web.

MR. JOBS: Ti strappano via dalla tua applicazione, ti indirizzano a un browser e se non sei interessato a quell’annuncio, devi trovare il modo di tornare indietro alla tua applicazione di partenza. Non sarebbe bello, allora, se gli annunci per telefonini non ti portassero fuori dell’applicazione di partenza, ma piuttosto occupassero lo schermo dandoti questa bella esperienza di pubblicità interattiva, e appena lo volessi ti bastasse toccare un piccolo bottone per tornare all’applicazione da cui eri partito?

Possiamo inserire una cosa del genere nel sistema operativo, così non sarà la singola applicazione a doverlo fare. Possiamo farlo in modo tale che un produttore software possa aggiungere queste pubblicità interattive nelle sue applicazioni in soli trenta minuti di lavoro; l’alternativa sarebbe chiedere a ogni pubblicitario di personalizzare la sua applicazione, il che è assurdo.

MR. MOSSBERG: La privacy è considerata in maniera diversa nella Silicon Valley rispetto al resta dell’America?

MR. JOBS: Noi abbiamo sempre avuto una visione della privacy assai differente da quella di alcuni nostri colleghi della vallata. Noi prendiamo il problema della privacy estremamente sul serio. E’ questo uno dei motivi per cui abbiamo i negozi di software controllato. Abbiamo rifiutato un sacco di applicazioni che volevano fare incetta di dati personali per poi spargerli ai quattro venti.

Privacy significa che la gente sa quello che sta comprando. E’ questo ciò che io intendo per privacy. Chiedetelo a chiunque. Fatevi dire dalla gente se non è così. E fategli sapere con assoluta precisione quel che intendete fare con i loro dati personali.

Tratto da Wall Street Journal.

Traduzione di Enrico De Simone.

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