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L'uovo di giornata

Aridatece er puzzone

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Per mesi ci hanno raccontato che il problema dell’Italia era l’allarme fascismo. Ricordate, vero? I lanci di uova, la capitana Carola, la commissione Segre, Saviano, Bella ciao, da ultimo la campagna #abbracciauncinese per fermare con gli aperitivi antirazzisti il vero virus che pareva avere la forma non di una corona ma di un fascio littorio.

Sembra trascorsa un’era geologica, ma con questa solfa del pericolo democratico ci hanno martoriato l’apparato urogenitale per l’intero anno domini 2019. Anche il 2020 prometteva bene (cioè male), finché a riportare tutti sulla terra ci ha pensato il mostriciattolo cinese (“Perché continua a chiamarlo cinese?”, hanno chiesto a Trump, e lui: “Perché viene dalla Cina”. Novanta minuti di applausi).

Il problema è che da cotante altezze c’è modo e modo di atterrare. Si può sommessamente passare a occuparsi di cose più urgenti e concrete, adottando per il possibile soluzioni giuridicamente solide e seguendo quei metodi democratici di cui fino al giorno prima ci si era proclamati difensori di fronte alle temibili opposizioni in camicia nera. Oppure si può fare come si usa in questi giorni a Palazzo Chigi: passare da un estremo all’altro senza che nessuno te ne possa chiedere conto; sospendere le libertà costituzionali con atti privi di forza di legge (i dpcm) annunciati in solitaria nel Cinegiornale Luce in onda dopo il programma di Amadeus; varare decreti economici sui quali persino il velo pietoso rifiuta di stendersi, senza concordarli con nessuno ma tacciando poi di attentato all’unità nazionale chiunque provi a manifestare un dissenso.

Ecco perché, se è comprensibile il disinteresse dei cittadini su come e dove il Parlamento possa esercitare pienamente le sue funzioni, nondimeno il tema è di assoluta importanza. Nessuno infatti contesta che emergenze come quelle che stiamo vivendo necessitino anche di decisioni rapide e drastiche. Ma i paladini della democrazia dovrebbero sapere che quando si incide così profondamente sulla libertà e sul futuro economico delle persone, il confronto non è soltanto consigliabile, è ineludibile. Soprattutto se, al dunque, di prendere decisioni efficaci ci si rivela fondamentalmente incapaci.

E’ già stato detto, lo ripetiamo: chi mai più riterrà utili le istituzioni democratiche se nel momento più buio della storia repubblicana ne avremo fatto a meno? E’ incredibile che lo si debba ricordare ai podisti dell’antifascismo militante che occupano oggi le stanze del governo. Ai quali ci permettiamo di rivolgere un consiglio: se le procedure sbrigative possono avere il loro indubbio fascino e non pochi vantaggi, è sull’uso che ne avrete fatto che verrete giudicati. E se il risultato non è la bonifica dell’Agro Pontino o la costruzione dell’Eur ma il decreto “Cura Italia”, non lamentatevi poi se i cittadini si terranno i vostri metodi ma invocheranno “Aridatece er Puzzone!”.

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