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Assopopolari, De Lucia Lumeno: “Studi internazionali confermano l’efficienza della cooperazione bancaria”

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Le banche cooperative che concentrano la propria attività sulla concessione di prestiti sono più efficienti rispetto alle banche che hanno una quota inferiore mediamente fra il 30 e il 40 per cento di prestiti sul totale attivo. E’ la conclusione di un’analisi condotta a livello europeo su un campione di banche cooperative e casse di risparmio (Efficiency in Cooperative Banks and Saving Banks: a stochastic frontier approach; C. Spulbar, M. Nitoi e L. Anghel (2018)). L’indicazione è confermata da un altro studio “Cost Efficiency of European Cooperative Banks” (M. Kuc, 2019) dove viene dimostrata la maggiore efficienza delle banche cooperative locali e quanto sia controproducente per questi istituti una regolamentazione unica che non tenga conto di un livello adeguato di biodiversità nel sistema bancario.

Un aspetto, quest’ultimo, di cui si dovrebbe tenere conto anche nell’applicazione della normativa sui requisiti di capitale e sulla ponderazione delle attività definite rischiose che, finora, ha penalizzato gli istituti maggiormente dediti a una attività creditizia di tipo tradizionale e quindi con clientela prevalentemente di piccole e medie imprese e famiglie al contrario dei principali global player che, nel corso degli anni, hanno appesantito i propri bilanci con prodotti derivati e speculativi ritenuti meno rischiosi e di cui solo adesso la vigilanza europea sta chiedendo il conto (su tutti il caso Deutsche Bank).

Per il Segretario Generale dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, Giuseppe De Lucia Lumeno “Quelle citate sono risultanze scientifiche che trovano la loro ragion d’essere in un tessuto socio-economico dove la formula della cooperazione bancaria è riuscita a fare le fortune dell’economia reale in tutti i Paesi, dai più avanzati alle nuove economie emergenti dell’est Europa, con un ampio riscontro anche nel nostro Paese quale argine alla desertificazione dei territori e stimolo alla ripresa delle economie più deboli. Una strada di progresso e inclusione, di crescita insieme economica e culturale, alla cui costruzione il sistema del Credito popolare sta contribuendo in maniera rilevante proprio grazie al radicamento e al legame con i forti valori di riferimento basati sulla solidità e sull’unità delle comunità stesse”.

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