Aung San Suu Kyi. Giunta militare: “Complotto di forze ostili al governo”
22 Maggio 2009
di Redazione
Mentre Aung San Suu Kyi è a processo a Yangon per violazione dei domiciliari a causa dell’intrusione di un cittadino americano nella sua casa, il consolato del Myanmar a Hong Kong ironizza nel suo sito web sul reale ruolo di John Yettaw, arrestato ai primi del mese mentre nuotava nel lago di Inya, davanti all’abitazione della leader dell’opposizione. "Agente segreto o boy friend?" è il titolo del messaggio postato sul website ufficiale del consolato. "Cari lettori, alcuni amici ci hanno chiesto di un americano che nuotava nel lago Inya e che ha visitato di nascosto la casa di Aung San Suu Kyi – si legge sul website – La domanda è perchè nuotava da lei e di cosa hanno parlato durante il suo soggiorno nella casa. Francamente al momento – prosegue il testo – non abbiamo idea se si tratti di un agente segreto o del suo boy friend. Cercheremo di scoprirlo e ve lo diremo". Non è chiaro chi abbia postato il messaggio sul website ufficiale del consolato, anche se c’è il sospetto che si tratti del console generale del Myanmar in persona, Ye Myint Aung. Nei mesi scorsi il console aveva inviato una lettera ai colleghi di Hong Kong definendo "brutti come gli orchi" i boat people della minoranza Rohingya che tentavano di fuggire dal Myanmar.
La giunta militare birmana invece, con un tono molto più serio, accusa: la visita del cittadino Usa ad Aung San Suu Kyi è un complotto orchestrato da "forze ostili al governo". Lo riferisce l’organo ufficiale del governo, "New Light of Myanmar". Secondo il ministro degli Esteri della giunta, Nyan Win, l’incidente – che ha fatto scattare un nuovo arresto per la leader dell’opposizione birmana – "è stato orchestrato per intensificare la pressione internazionale" sul Paese, in un momento in cui gli Stati Uniti, il Giappone ed alcune nazioni europee stavano rivedendo le proprie politiche nei confronti della giunta. Nyan Win punta l’indice contro "elementi anti-governativi interni ed esterni che non vogliono cambiamenti positivi nell’approccio di questi Paesi" verso la Birmania. Il ministro ha assicurato che il processo a Suu Kyi, iniziato lunedì scorso, sarà "equo" e nel rispetto della legge.
