Banche e assicurazioni. Catricalà: ” Intreccio preoccupante”
24 Giugno 2008
di Redazione
E’ diventato di "dimensione patologica" il fenomeno degli intrecci nella governance di banche e assicurazioni, una situazione sempre più "preoccupante" su cui l’Antitrust sta valutando il da farsi. Lo afferma il presidente dell’Authority, Antonio Catricalà, nella relazione annuale al Parlamento. "C’è un dato recente – sottolinea Catricalà – e più preoccupante: le prime evidenze raccolte nell’indagine conoscitiva sulla governance delle imprese bancarie e assicurative danno conto di un’amplissima diffusione dei legami tra concorrenti, pur in assenza di situazioni di controllo.
Con riferimento alle società quotate, il 45% di esse annovera tra i propri soci imprese concorrenti; l’80% conta all’interno dei propri organi di amministrazione persone presenti contemporaneamente nei board di competitori. C’è un caso di impresa – aggiunge – con ben 13 persone e un altro con 10 che siedono anche in organi di governance di altre società del settore".
"In un contesto realmente concorrenziale – evidenzia il numero uno dell’Antitrust – le imprese dovrebbero seguire rigidi criteri per impedire il determinarsi di conflitti di ruolo per i loro amministratori. La dimensione patologica del fenomeno che si va delineando richiedeà ulteriori approfondimenti da parte nostra.
In ogni caso – sostiene Catricalà – costituisce motivo di fondata preoccupazione l’assenza di apprezzabili reazioni endogene che correggano una così macroscopica anomalia del sistema di governance".
"Dell’incongruenza – sottolinea Catricalà – è prova che il miglior modo per una banca o un’assicurazione di aumentare la propria clientela è l’acquisto di un’impresa concorrente. La crescita interna è pressoché irrilevante: secondo i dati della Commissione europea, meno dell’8% dei clienti residenti cambia banca ogni anno, contro il 12,5% in Spagna. Solo l’8% degli assicurati italiani cambia compagnia, a fronte del 21% in Germania e del 35% nel Regno Unito".
"Di grande importanza per valutare la correttezza dell’attività commerciale – conclude il numero uno dell’Antitrust – è conoscere lo stato dei rapporti con la clientela. Sarebbe utile la pubblicazione di tutti i reclami, di tutte le azioni collettive e individuali rivolte dagli utenti nei confronti degli istituti bancari e assicurativi".
