Banche. L’Unicredit nei guai: citata in Slovacchia, Usa e Austria

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Banche. L’Unicredit nei guai: citata in Slovacchia, Usa e Austria

31 Agosto 2009

Unicredit Bank Slovakia è stata citata in giudizio in Slovacchia in relazione ad operazioni su cambi e derivati da una società, la Finteam Splo sro, che ha chiesto un risarcimento da 100 mln di euro. La banca ritiene la pretesa "destituita di ogni fondamento", pertanto non ha effettuato alcun accantonamento. È quanto emerge dalla relazione semestrale di Unicredit.

"Il 20 marzo 2009 – si legge nella relazione – FinTeam spol. s r.o. ha citato UniCredit Bank Slovakia a.s. in relazione a operazioni su cambi e derivati (operazioni a termine e in opzioni sul cambio euro/corona slovacca) effettuate nel contesto del Master Treasury Agreement stipulato tra FinTeam e UniCredit Bank Slovakia. FinTeam asserisce che alcune operazioni non sarebbero valide, in quanto non effettuate in conformità con le disposizioni del Master Treasury Agreement". "Inoltre – prosegue Unicredit – sostiene che UniCredit Bank Slovakia non avrebbe correttamente seguito la procedura di negoziazione prevista dall’accordo. In particolare, FinTeam sostiene di aver subito delle perdite perchè UniCredit Bank Slovakia ha addebitato transazioni al suo conto senza averne l’autorità legale e, di conseguenza, FinTeam si è trovata priva della liquidità necessaria per soddisfare la chiamata di margine della banca".

FinTeam, prosegue la relazione semestrale, "afferma altresì che la chiamata di margine era ingiustificata e contraria alle disposizioni del Master Treasury Agreement. FinTeam ha richiesto che la banca sia condannata a pagare a titolo di risarcimento danni, perdita di utili e spese legali la somma complessiva di euro 100 milioni". "L’azione, al momento pendente dinanzi al Tribunale distrettuale di Bratislava – prosegue la banca – è ancora in fase preliminare e FinTeam non ha ancora depositato alcuna documentazione per sostanziare il calcolo dei risarcimenti richiesti. Poichè il Master Treasury Agreement prevede che il Tribunale di Arbitrato Permanente della Slovak Bank Association (creata dalla Slovak Bank Association) è l’organo a cui compete la risoluzione delle vertenze, UniCredit Bank Slovakia intende eccepire l’incompetenza giurisdizionale del tribunale adito". Inoltre, continua Unicredit, "vi sono buone probabilità che il Tribunale di Arbitrato riconosca che il diritto è prescritto. Ritenendo la pretesa destituita di ogni fondamento, UniCredit Bank Slovakia non ha predisposto alcun accantonamento".

Intanto, anche sul fronte americano e austriaco si annunciano complicazioni legali. Sono tre le class action promosse negli Usa nei confronti di società del gruppo Unicredit in relazione al fallimento della Bernard L. Madoff Investment Securities, mentre dodici cause civili sono state istituite, in Austria, nei confronti di società del gruppo bancario da parte di investitori, diretti o indiretti, nella società dell’ex presidente del Nasdaq, autore di una delle più grandi truffe finanziarie della storia. A fare il punto sugli strascichi legali per Unicredit del Ponzi scheme messo in piedi dall’ex finanziere newyorkese è la relazione semestrale, depositata oggi.

"Sono state istituite – informa la relazione – presso il Tribunale distrettuale del Southern District of New York tre class action per conto di classi di investitori putative. Tutte e tre sono state istituite da investitori in fondi che avevano investito, direttamente o indirettamente, nella società di Madoff, Bernard L. Madoff Investment Securities. Tra i convenuti citati nelle tre cause figurano Bank Austria Creditanstalt, Unicredit, Pioneer Alternative Investments, Primeo Select Fund e Primeo Executive Fund. Le tre azioni sono ancora in fase preliminare". "In Austria – continua Unicredit – sono stati istituiti dei procedimenti civili contro Unicredit Bank Austria, Bank Privat e Primeo Fund. Sino ad ora sono state istituite 12 azioni da parte di investitori in fondi che avevano investito, direttamente o indirettamente, in Bmis".

Quando venne depositato il bilancio 2008, si aveva notizia di una sola class action, anticipata da un quotidiano economico-finanziario, promossa dalla "Repex Ventures, società costituita – si leggeva nel bilancio – in base alle leggi delle Isole Vergini Britanniche ed ivi domiciliata, ha promosso una class action presso il Tribunale del distretto sud di New York contro (inter alia) Bernard L. Madoff, Bernhard Madoff Securities (Bmis), Bank Medici, Sonja Kohn, Herald Fund, Bank Austria, UniCredit, Pioneer Alternative Investment Ltd. (Ireland), Primeo Select Funds and Ernst&Young".

Il caso, continuava il gruppo nel bilancio 2008, "rappresenta il tentativo di coinvolgere UniCredit, Pioneer Alternative Investment e Bank Austria in una class action negli Stati Uniti. La class action è promossa per conto di coloro che siano caduti vittime della frode commessa da Madoff investendo nei cd. feeder funds di Bmis".

Da allora, dunque, si sono aggiunte altre due class action. La relazione semestrale nulla dice in merito alle possibili conseguenze per il gruppo bancario delle azioni promosse negli Usa, tutte ad uno stadio preliminare. Il bilancio 2008, riguardo alla causa promossa da Repex Ventures, affermava che "allo stato attuale risulta prematura anche solo una prima valutazione degli effetti economici che potrebbero scaturire dal procedimento in esame, pur risultando una carenza di giurisdizione nei confronti di tutte le entità del gruppo UniCredit".