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Bari. Arrestato boss Domenico Conte, fu ferito a marzo in agguato

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A marzo era stato vittima di un agguato in cui rimase ferito, Domenico Conte, 40 anni ritenuto dagli inquirenti il presunto capo dell'omonimo clan di Bitonto, in provincia di Bari, che è stato arrestato stamane da agenti della Squadra Mobile della Questura del capoluogo pugliese e del Commissariato di Polizia.

Nei suoi confronti è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia. Conte, che si trovava in regime di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Bitonto, ha più volte violato gli obblighi e le prescrizioni (disposte dal Tribunale di Bari) proprio per la necessità di continuare a commettere crimini e di mantenere il controllo del territorio anche rispetto a un'offensiva che veniva lanciata al suo clan da un nuovo gruppo criminale emergente quello dei Cipriano.

È all'interno di questa faida che secondo gli inquirenti si sarebbero consumati i due ultimi omicidi avvenuti a Bitonto: il 2 luglio scorso in un agguato è stato ucciso Michele Elia, ritenuto vicino al clan Conte. La risposta non si è fatta attendere e il 4 agosto scorso è stato assassinato Michele Cipriano, 37 anni, freddato in piazza Minerva. Il ferimento di Conte fu ritenuto dagli inquirenti una sorta di avvertimento che poi avrebbe avuto, qualche mese dopo, l'escalation di sangue che si è registrata. Anche per questo motivo (oltre che per prevedere l'arrivo delle Forze dell'Ordine) Conte aveva dotato la sua abitazione di un sosfisticato sistema di videosorveglienza che gli consentiva di monitorare le vie di accesso e l'interno della stessa casa semplicemente collegandosi con un pc dovunque egli si trovasse.

La risposta dello Stato, però, non si è fatta attendere: Procura Distrettuale e Polizia di Stato hanno lavorato a ritmi serrati, mediante una strategia investigativa e il dispiegamento di mezzi e uomini senza precedenti. Nel giro di poco più di una settimana a Bitonto è stato sgominato (operazione Sylos), il 30 luglio scorso, il clan Cipriano che aveva assunto il controllo dello spaccio delle sostanze stupefacenti della cittadina dell'entroterra barese.

Il 6 agosto scorso gli agenti della Squadra Mobile di Bari, nel corso dei controlli che hanno messo al setaccio Bitonto, hanno scovato e sequestrato il deposito di armi e droga del clan Conte e arrestato la donna che ne aveva la custodia: un'incensurata di 28 anni, incinta di sei mesi, A.P.R., attualmente detenuta in una struttura ospedaliera in regime di arresti domiciliari. Questa notte l'arresto del presunto boss. Gli inquirenti e gli investigatori ritengono, dopo gli arresti dei vertici dei due clan, di avere assestato alla criminalità organizzata di Bitonto un colpo non indifferente e di averlo fatto in maniera efficace ed immediata mettendo in campo le migliori energie investigative all'interno di un'azione sinergica e di piena collaborazione fra le diverse forze di Polizia coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia.

"L'auspicio di chi opera quotidianamente nella repressione e nel contrasto della criminalità organizzata, Procura e Forze dell'Ordine - scrive la Questura in un comunicato - è che all'antimafia giudiziaria e investigativa, ora corrisponda anche una sociale. I cittadini hanno avuto la prova tangibile di come lo Stato non solo non ha sottovalutato l'allarme criminalità lanciato dal Procuratore distrettuale, ma ha dato immediate risposte concrete mobilitando in pieno agosto i migliori investigatori nazionali e provinciali. Ora a quei cittadini si chiede non solo fiducia nello Stato, ma anche maggiore collaborazione".

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