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Bce, Trichet: “Euro ha protetto cittadini dal caro vita”

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L'euro ha protetto i cittadini dall'inflazione e a dieci anni di vita è oggi un "valoroso simbolo" di un continente che nel frattempo vedeva crescere la sua statura. Sotto la direzione di politica monetaria della Banca centrale europea, la valuta unica ha garantito prezzi stabili a dispetto di un contesto globale di forti pressioni rialziste da varie materie prime chiave, come il petrolio. Lo rivendica il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nell'editoriale del bollettino mensile speciale pubblicato nell'imminenza del primo decennale di vita dell'istituzione.

La Bce è stata ufficialmente fondata il primo giugno del 1998, l'euro è stato lanciato il primo gennaio del 1999. Nell'area dell'euro nell'ultimo decennio l'inflazione è stata appena lievemente superiore a una media del 2% annuo. "Un risultato notevole - scrive Trichet - tenuto conto di tutti gli shock che hanno caratterizzato questo periodo. Nei decenni prima del lancio dell'euro (il primo gennaio del 1999) i tassi di inflazione media dei vari paesi membri erano significativamente superiori a quello che si è registrato nell'area negli ultimi dieci anni".

La stabilità dei prezzi è essenziale - prosegue Trichet -. Non solo perchè protegge il valore reale dei redditi di tutti, e in particolare dei più vulnerabili e dei meno abbienti, ma anche perché assicurare la stabilità dei prezzi, e l'essere credibili nel farlo, è una dei presupposti per una crescita sostenibile dell'economia e dell'occupazione".

Ma la Bce nello stesso documento torna a criticare l'Italia e la Francia per l'uso che hanno fatto delle entrate fiscali supplementari di cui, a partire dal 2005, i paesi europei hanno goduto grazie all'andamento positivo dell'economia. Un periodo favorevole grazie al quale - si legge nell'edizione speciale del bollettino mensile pubblicata nell'immineza del primo decennale della Bce - in tutti i paesi dell'area dell'euro i deficit di bilancio sono stati riportati a livelli inferiori o pari al 3% del Pil.

Tuttavia - rileva l'istituzione di Francoforte - permangono considerevoli differenze sui modi con cui questi tempi favorevoli sono stati utilizzati. Per esempio, laddove in Germania le accresciute entrate fiscali sono servite a riportare il bilancio 2007 in pareggio, in Francia e Italia sono state ampiamente usate per aumentare le spese o tagliare le tasse".

Conseguentemente, i deficit di questi paesi restano relativamente vicini al 3%, lasciando scarsi margini di manovra nell'eventuale insorgenza di un ciclo negativo" dell'economia. La Bce ribadisce quindi la necessità di una piena applicazione della versione rivista del Patto di stabilità e di crescita, che finora ha visto un successo solo parziale: "il vero test deve esser ancora superato".

 

 

 

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