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“Benvenga il ticket se serve a vincere, suicida correre senza Fitto”

Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd-Ap, in questi giorni alla prese con il caso-Puglia che sta dilaniando il centrodestra.

Ora con il ticket Schittulli-Poli Bortone risolvete tutto?

“Ci sono due dimensioni del problema: fare quello che serve alla Puglia o trasformare la Puglia nel campo della battaglia interna a Forza Italia, senza esclusione di colpi. Io sono convinto che occorra fare di tutto per ritrovare unità d’intenti. E se il ticket è utile, che ben venga”.

Altrimenti? Siamo al «rompete le righe»?

“Non vogliamo la vecchia solfa. Lo schema del ‘94 per il centrodestra è già fallito al Nord. Non serve riproporlo al Sud con la Lega a fare da cagnolino da riporto”.

Torniamo al ticket. Quale? Schittulli-Poli Bortone o Poli Bortone Schittulli, come rilanciato da Vitali?

“Capisce bene che sono mosse sulla scacchiera. Tutto il discorso è nato attorno a Schittulli. E che il ticket con la Poli lo abbia proposto Fitto è prova di buona volontà”.

Quindi tra lei e Fitto è tornato il sereno?

“Con Raffaele non ho mai avuto rapporti semplici. Ritengo però suicida cercare di vincere in Puglia senza il suo apporto. Se questa regione deve rappresentare solo un regolamento di conti allora vale tutto, anche il contro-ticket. Se invece si vuole strappare la Puglia alla sinistra bisogna smetterla con i giochini”.

Senatore, ma davvero pensa che ci siano ancora spazi per vincere le regionali?

“Sì, convertendo il «protagonismo» che ha avuto il centrodestra in questi giorni in una concorrenza positiva e senza veti sui candidati più forti. La Puglia è terra a maggioranza di moderati, non di sinistra di certo. Ed è questo percorso - se attuato - che terrorizza anche molti esponenti della sinistra stessa”.

Allora avanti con Schittulli?

“Noi tra i primi abbiamo scelto Francesco Schittulli. Perché rappresenta la tradizione pugliese che ha saputo coniugare il fare con la cultura. Perché ha capeggiato un movimento civico e ha guidato bene la provincia di Bari. Perché è un uomo di area popolare. Noi restiamo fermi con la nostra scelta e in silenzio lavoreremo per l'unità, per vincere”.

Ma... C’è sempre un ma... nel centrodestra, non è così?

“Temo che alla fine prevarrà la volontà della resa dei conti. Allora ci sarà l’obbligo di mettere in campo una proposta nuova con radici culturali robuste”.

E la doppia recente sconfitta di Fitto alle regionali pugliesi? Acqua passata?

“Non è una buona ragione per continuare a perdere. Io e Raffaele non ci sentiamo fondamentalmente da due anni, ma questa volta mi sembra che abbia messo da parte l’egoismo politico che è stato tra le cause delle ultime sconfitte”.

Quagliariello, lei ha parlato di nuova proposta. Con Fitto e Tosi, tanto per fare due nomi?

“Il centrodestra come lo abbiamo inteso fin qui è finito. Ncd stesso è stato uno strumento di transizione per chiudere una stagione. Area popolare è nata per andare oltre. Con Fitto e Tosi, ma non solo, il discorso va approfondito. Per noi è fondamentale chiudere l’attuale stagione delle riforme. Poi siamo pronti a discutere con tutta l’area moderata e liberale”.

C’è già il nome del nuovo partito?

“No, questo è un percorso di ricostruzione che deve essere condiviso”.

Senatore ma non sarebbe stato più facile allearsi con Emiliano in Puglia?

“Emiliano ha bruciato i tempi. Ha preso una costola centrista prima che nascesse Area Popolare. E ha mantenuto i rapporti con Vendola e l’estrema sinistra: e questo per noi non è accettabile”.

(Tratto da Gazzetta del Mezzogiorno, intervista di Roberta Calpista)

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