Home News Benzinaio ucciso a Varese, si cerca il killer. La moglie: “Forse lo conosceva”

Benzinaio ucciso a Varese, si cerca il killer. La moglie: “Forse lo conosceva”

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Sono due i testimoni che avrebbero assistito al tentativo di rapina al distributore Shell di Gorla Minore, durante il quale un uomo, che ha fatto perdere le sue tracce, ha ucciso a colpi di pistola il titolare, Angelo Canavesi. Oltre a una donna, che ha assistito alla fuga dell'aggressore a bordo dell'auto del benzinaio mentre accompagnava la figlia a scuola, anche un passante avrebbe fornito nuovi elementi utili ai carabinieri.

Proprio grazie a queste testimonianze gli investigatori, coordinati dal pm di Busto Arsizio Roberto Pirro, stanno cercando di ricostruire un identikit dell'assassino, che potrebbe nascondersi fra i pregiudicati della zona. Altri elementi potrebbero arrivare dalle riprese delle telecamere della videosorveglianza nel comune di Malnate e sulle strade vicine.

L'auto del benzinaio, che l'uomo ha abbandonato a Olgiate Olona, è stata passata al setaccio in cerca di tracce del rapinatore. Continuano le ricerche in tutta la provincia di Varese e nell'Alto Milanese, per cercare di individuare il responsabile.

I familiari della vittima poi hanno chiesto agli investigatori di valutare la possibilità che Angelo Canavesi conoscesse l'aggressore e proprio per questa ragione l'uomo gli avrebbe sparato. La moglie Angela, infatti, esclude una reazione o un gesto violento da parte del benzinaio, perché "non era nel suo carattere". "Ci diceva sempre di consegnare tutto il denaro in caso di rapina - ha raccontato - e di non rischiare la pelle per pochi spiccioli".

Un'opinione condivisa anche dal figlio Emanuele, che ha trovato il corpo del padre a terra in una pozza di sangue, pochi minuti dopo la fuga del rapinatore. Secondo i familiari, l'aggressore conosceva le abitudini del benzinaio, che ogni lunedì mattina ritirava l'incasso del week end dalle pompe self service lasciando nel cruscotto la chiave dell'auto, usata dall'aggressore per darsi alla fuga. "Vogliamo solo che sia fatta giustizia - ha spiegato la moglie - perché non è possibile morire così. Mio marito era un uomo pieno di vita - ha continuato - amava i suoi figli e il suo nipotino, che era la luce dei suoi occhi".

Il giorno dopo la morte del benzinaio la famiglia è circondata dall'affetto di parenti e amici, ancora sotto choc per quello che è accaduto.

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