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Berlusconi: “Alla Cdl le primarie non servono”

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Nella Cdl niente primarie. Secondo Silvio Berlusconi, "non servono perché non ci sono dubbi su cosa vorrebbero gli elettori". Intervistato da Giulio Andreotti per "Dipiu'' in edicola domani, il Cav. ha anche spiegato che "la questione della nuova leadership che pone Pier Ferdinando Casini ''non è attuale''.

Insomma, il leader di Fi riconosce: ''Se mi dà fastidio che si parli sempre più spesso del dopo Berlusconi? Beh, francamente sì, anche se è doveroso pensare al futuro''.

''La leadership la decidono i cittadini con i loro voti. E non mi pare che ci siano nel centrodestra molti dubbi sul voto degli elettori'', risponde il Cavaliere quando Andreotti chiede se la Cdl debba fare come il Pd.

Quanto al rapporto con Fini "da ricucire", il leader di Fi risponde ricordando i 13 anni di ''battaglia comune'' con An.

''Naturalmente - aggiunge - l'alleanza con An, come con gli altri partiti del centrodestra, rientra nell'articolazione bipolare della politica italiana: un sistema, il bipolarismo, che si è realizzato grazie alla nostra discesa in campo nel 1994, e del quale siamo orgogliosi''.

E Casini? ''Non sono mai riuscito a capire in che cosa si sostanzia la distinzione dell'Udc dalla Cdl. Forse nell'affermazione di un ruolo autonomo dell'Udc? Questo nessuno lo ha mai messo in discussione. Nella scelta del futuro candidato premier? Non mi sembra un argomento attuale''.

Berlusconi dà ''per scontato'' la fedeltà dell'Udc al mandato degli elettori e sottolinea come in Parlamento ''tranne un singolo episodio'', l'opposizione sia sempre stata unita. Quanto ai rapporti personali, ''con Pier Ferdinando sono quelli di sempre: assolutamente affettuosi''. Tanto più ''sui valori che ci uniscono nel Ppe''.

A proposito dei dissensi nella coalizione, Berlusconi spiega di essere stato ''disturbato o meglio addolorato per il disaccordo su importanti provvedimenti'' ai tempi del suo governo: ''Privatizzazione dei servizi pubblici locali, abolizione dei privilegi delle cooperative rosse, separazione dell'ordine dei giudici dall'ordine dei pubblici accusatori, riduzione dell'aliquota massima per le imposte al 33%''.

Insomma, da chi e quando si è sentito tradito? chiede Andreotti. ''In politica, da tutti coloro che cambiano bandiera senza una motivazione politica o ideale. Da coloro che usano i voti di centrodestra per appoggiare la sinistra. Da coloro che nei momenti in cui sembravamo perdenti, per esempio nel 1996, ci hanno lasciato".

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