Berlusconi: “Avremo fiducia ampia. Altrimenti si ritorna alle urne”

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Berlusconi: “Avremo fiducia ampia. Altrimenti si ritorna alle urne”

20 Novembre 2010

«Ho le idee chiarissime: avremo una buona fiducia che ci consentirà di governare e di fare le riforme». Sono dedicate soprattutto alla crisi della maggioranza le domande rivolte a Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa conclusiva del vertice Nato di Lisbona.

Il premier non si sottrae agli interrogativi dei reporter e ribadisce ancora una volta che non ha intenzione di dimettersi. Berlusconi si dice sicuro di ottenere la fiducia il prossimo 14 dicembre e avverte che, in caso di contrario, nessuno potrà impedirgli di ritornare dagli elettori. «Con tutte le notizie e i sondaggi, se andassimo al voto avremmo un’ottima affermazione per quanto riguarda la Camera e il Senato. Lo dico a ragion veduta». Quanto al voto fissato alla Camera e al Senato per metà dicembre il premier sottolinea però di non puntare a «due o tre voti» ma a una maggioranza forte per governare.

Lo scontro tra il premier e i finiani sembra senza via d’uscita. Berlusconi è convinto di poter ottenere, in caso di un ritorno anticipato alle urne, «un’ottima affermazione sia alla Camera che al Senato anche con un’alleanza di vero centrodestra» che a molti fa pensare ad un’intesa tra Pdl e Lega che escluderebbe Fini e Casini. E cade nel vuoto l’invito a «deporre le armi» lanciato da Angelino Alfano al gruppo di Fli. Se si rinunciasse a chiedere le dimissioni del premier, è la proposta del Guardasigilli, si potrebbe aprire un canale di dialogo sulla modifica della legge elettorale. Gli uomini di Futuro e Libertà però non ci stanno: «Sono belle parole, ma solo parole», replica secco Bocchino che poi rincara la dose puntando il dito contro «la campagna acquisti» in atto dal Pdl.

A Lisbona, Berlusconi cita orgoglioso i dati a sua disposizione e spiega di non sentirsi affatto «incompreso» in Italia. «L’ultimo sondaggio mi dà al 56% del gradimento. Sono il primo in Europa per l’apprezzamento del suo popolo. Semmai sono incompreso da coloro che hanno capito che la mia presenza è un ostacolo insormontabile perché la sinistra riesca ad andare al governo» aggiunge il presidente del Consiglio, liquidando con poche battute il caso Carfagna. «Non mi ha fatto tribolare – ammette il premier (poco prima della conferma ufficiale delle dimissioni arrivata dalla diretta interessata, ndr) -. È una cosa a cui non annetto particolare difficoltà. Semmai mi ha fatto stropicciare gli occhi – aggiunge il premier – il fatto che i principali giornali italiani nel giorno dell’approvazione della Finanziaria e di questo storico vertice della Nato abbiano titolato a piena pagina sulla signora Carfagna. E finiamola qui».