Berlusconi. Bufera su “Report”, Ghedini chiede lo stop al programma
17 Ottobre 2010
di Redazione
Torna Report e prima ancora di andare in onda con, tra l’altro, un servizio sugli investimenti del presidente del Consiglio ad Antigua, si scatena la bufera politica con il centrodestra che invoca il contraddittorio e l’opposizione che grida alla censura.
Ad attaccare il programma, che riporta Milena Gabanelli su Raitre, è Niccolò Ghedini, deputato Pdl ed avvocato del premier che bolla alcuni articoli che anticipano un servizio di Report come "totalmente fuorvianti e palesemente diffamatori poiché si basano su assunti già dimostratisi insussistenti".
Il tema è quello delle "ville di Berlusconi" e gli "affari offshore" ad Antigua, una vicenda che per Ghedini "è già stata ampiamente trattata dai giornali alcuni mesi or sono e tutte le delucidazioni e i documenti pertinenti erano stati ampiamente offerti". Ghedini legge una "evidente strumentalità delle ricostruzioni offerte che saranno perseguite nelle sedi opportune. Sarebbe davvero grave – conclude – se la Rai mandasse in onda un programma con notizie così insussistenti e diffamatorie e senza alcun contraddittorio".
Una richiesta di stop che innesca una giornata di violente polemiche con l’opposizione unita al grido di censura e la maggioranza che, interpretando il pensiero del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parla di killeraggio mediatico e invoca il contraddittorio per spiegare che in realtà è già tutto chiarito. Nessuna replica ufficiale dalla Rai mentre Milena Gabanelli sottolinea: "Ma l’avvocato Ghedini come fa a parlare se non l’ha ancora vista la puntata di stasera? Non capisco gli interventi prima di vedere i contenuti di un servizio". Quanto alla richiesta di stop: "Non mi risulta che ci siano problemi, quindi io stasera andrò regolarmente in onda e darò puntualmente conto della posizione di Ghedini leggendo in trasmissione una sua nota. Ma quello che lui dice non risponde alla domanda fondamentale che viene posta nel pezzo che andrà in onda stasera".
L’opposizione la pensa come la giornalista di Report, così dal Pd parla Dario Franceschini giudicando le parole di Ghedini "una intimidazione arrogante e vergognosa e insieme un altro attacco alla libertà di informazione". Per l’Udc parla Roberto Rao spiegando che "questa volta l’avvocato del premier ha sbagliato strategia difensiva: invocare la censura per una trasmissione senza conoscerne i contenuti è sempre sbagliato, perchè l’unico effetto sarà quello di farle pubblicità, come accaduto recentemente in casi analoghi".
Dall’Idv Antonio Di Pietro tuona dicendo che "la censura sta diventando lo sport preferito di maggioranza e governo". A suo avviso "in un Paese normale, chi ricopre incarichi pubblici, e tanto più un presidente del Consiglio, se vuole avere titolo morale per rappresentare i cittadini dovrebbe spiegare la natura dei suoi affari e, in questo caso, il meccanismo di società offshore che ha messo in piedi". Ma, replica netto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Paolo Bonaiuti, "non c’è niente da dire, è stato già chiarito tutto mesi fa e non c’è niente altro da chiarire". Piuttosto, spiega il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, "Ghedini sta semplicemente sottolineando l’esigenza di un contraddittorio che, per la stessa natura di servizio pubblico della Rai, dovrebbe realizzarsi sempre e comunque in ogni talk show ed in ogni format televisivo accessibile ai politici o che tratti della materia". Il problema, per il capogruppo Pdl in Vigilanza Alessio Butti, è che "la Gabanelli ha una sola verità, la sua. Sarà, come sempre, una inchiesta ‘democratica’ e a senso unico", conclude ironicamente.
In serata la controreplica di Ghedini che parla di "speculazioni" politiche da parte di chi parla di "censura preventiva" al programma. Al riguardo, l’avvocato del premier ha poi chiarito di aver preannunciato azioni legali non nei confronti di "Report" ma di "articoli di giornale palesemente diffamatori". Ulteriori azioni legali – ha poi spiegato – potrebbero esserci solo nel caso in cui i contenuti annunciati da alcuni quotidiani fossero realmente inseriti nel programma televisivo.
