Berlusconi chiede la fiducia:  “Mi aspetta un lavoro duro”

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Berlusconi chiede la fiducia: “Mi aspetta un lavoro duro”

13 Maggio 2008

E’ un lavoro duro per il quale “serve
ottimismo e spirito di missione” che però va completato in fretta
perché “l’Italia non ha tempo da perdere”.

Slvio Berlusconi
indica così, in 30 minuti circa di discorso alla Camera dei
deputati la prospettiva del Governo per il quale chiede la
fiducia. Berlusconi, forte della “prima grande riforma” scaturita
dal voto che ha semplificato notevolmente il quadro politico si
sofferma sulle “piccole e grandi cose” che il Governo potrà fare.
Non promette “miracoli”, dunque, ma snocciola gli impegni già
presi durante la campagna elettorale, come la cancellazione
dell’Ici sulla prima casa o come l’impegno per “ristabilire
pienamente la sicurezza”. Il presidente del Consiglio insiste poi
sulla necessità di detassare gli straordinari e promette che “lo
scandalo dei rifiuti deve finire e finirà”. Il Paese, assicura il
premier, “ha le potenzialità per rialzarsi”: se uno dei problemi
è la denatalità, allora “bisogna rimuovere le cause naturali
dell’aborto”. Quanto al tema sicurezza, “sinonimo di libertà”, il
presidente del Consiglio assicura che la Pdl non ha mai cavalcato
la paura”, ma aggiunge che “la sicurezza nella vita quotidiana
dei cittadini va ristabilita con comportamenti preventivi e
repressivi”. Il tema immigrazione, connesso a quello della
sicurezza è toccato con decisione: “Crescere – afferma Berlusconi
– vuol dire non lasciarsi penetrare dal senso di chiusura di
fronte all’ingresso indiscriminato di immigrati, essere padroni a
casa nostra ma essere fieri del nostro vecchio spirito di
accoglienza”.

Berlusconi, infine, come promesso, tende una mano
all’opposizione e sostiene che il Governo è pronto ad avviare
“subito il dialogo sulle riforme.

Ancora, sull’Alitalia “non dobbiamo né svendere né
rinazionalizzare”, ma “contemperare l’interesse nazionale con le
regole del mercato”, ha detto ancora facendo appello al
“contributo positivo della finanza italiana che nulla ha da
perdere”.

Il Paese dunque può “rialzarsi”, afferma Berlusconi che
concludendo il suo intervento ha invocato “l’aiuto di Dio e anche
della fortuna”.